Agguato a Francesco Bianco: fermato Carlo Giannotta, responsabile della sede di via Acca Larentia

Alla base dell’agguato a Francesco Bianco, ex militante dei Nar, avvenuto a Roma lo scorso 2 gennaio, potrebbe esserci un contrasto per la gestione della sede storica della destra nella capitale in via Acca Larentia. E’ questa l’ipotesi che viene maggiormente tenuta in considerazione da parte degli inquirenti, che hanno provveduto ad arrestare Carlo Giannotta, l’attuale responsabile della sede politica. Alla base del ferimento di Bianco potrebbero quindi esserci delle contrapposizioni di natura politica.
A cura di Giorgio Rini
L’agguato a Francesco Bianco è avvenuto il 2 gennaio. Il dipendente dell’Atac, vicino alle terme di Bagni di Tivoli, in via Tiburtina, era stato colpito da alcuni proiettili. Secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti, sembra che due persone su uno scooter si sono avvicinate a Bianco, una di loro è scesa e ha iniziato a sparare, colpendo l’ex dei Nar alla mano e alle gambe.
Le indagini condotte dalle forze dell’ordine hanno portato al fermo di Carlo Giannotta, 58 anni, responsabile della gestione di quella che una volta era la sede dell’Msi. Inoltre sono state effettuate delle perquisizioni in diversi edifici, compresa la sede di Acca Larentia e compresa l’abitazione di Gianluca Iannone, leader di Casa Pound, che ha festeggiato la morte prematura di Pietro Saviotti, capo dell’anti terrorismo di Roma, con le parole “Il 2012 è iniziato bene“.
L’operazione di fermo del responsabile della sede di via Acca Larentia è stata condotta dai carabinieri del comando provinciale di Rome e del Ros. L’accusa per Giannotta è quella di essere coinvolto nell’aggressione.
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Ven 13/01/2012 da Giorgio Rini in Agguato, Feriti
Mi sono sbagliata. Questo commento non c’entra niente con questo blog
Segnala abusoNon ritengo ctrertoo mettere sullo stesso piano writers e partiti, pur non apprezzando per nulla il fatto che qualcuno si diverta a scrivere sui muri, ritengo che lo scempio ad pera dei partiti sia infinitamente pif9 grave in quanto gli autori, rappresentando le istituzioni, dovrebbero essere quelli che danno il cosiddetto “buon esempio” alla collettivite0. Mi piacerebbe che la cittadinanza punisse con il voto chi, con la caterva di affissioni abusive, dimostra di essere indegno di governare alcunche8; ma da un lato agli elettori poco importa e dall’altro e8 vero che, con questo criterio non si potrebbe votare praticamente nessuno, anche se a dire il vero su questo tema destra e sinistra: alle elezioni amministrative di Roma del 1997 il record di multe per affissioni abusive spettf2 a Forza Italia con 50.000, seconda Alleanza Nazionale con 35.000, terza ben distanziata Rifondazione Comunista con 5.000. Certo il sospetto che la differenza fosse pif9 dovuta ai fondi a disposizione che ad una maggiore sensibilite0 nei confrenti della citte0 resta; ma comunque quelli erano i numeri.Caire atque vale
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Poi se il professore fascista di Torino se ne esce fuori che farebbe strage degli africani non ha detto niente di cui rimproverargli.
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