Alcoa in crisi per il complotto dell’America pagato dall’Italia? [FOTO]
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L’Alcoa è in crisi, un dato di fatto di cui abbiamo dovuto renderci conto negli ultimi tempi. Una crisi alla base della quale stanno tanti motivi, ma sicuramente una crisi in qualche modo già annunciata, come tante nel nostro Paese. Basti ricordare l’Ilva di Taranto o lo stabilimento Fiat di Termini Imerese. E non si tratta soltanto della mancanza di prontezza di spirito per investire. In questo caso dietro la crisi si potrebbe nascondere molto di più. Si tratta di veri e propri retroscena dai risvolti inquietanti e che senza dubbio fanno riflettere. Nella questione è implicata anche l’America.
Non dimentichiamo infatti che l’Alcoa è gestita da una società americana, che ha deciso di sfruttare le risorse minerarie del nostro Paese. Niente di illecito, in questo senso. Ma si è scoperto che l’America ha ricevuto dal nostro Paese molti investimenti per queste operazioni di estrazione in Italia.
All’America sono andati circa 3 miliardi di aiuti, che sono stati dati in varie forme. Il problema è che questi soldi li abbiamo pagati anche noi, perché rientrano in ciò che paghiamo per la bolletta elettrica. D’altra parte, mentre l’America ci ha solo guadagnato, l’Italia invece ne sta piangendo le conseguenze, in quanto il tutto si è risolto in una crisi vera e propria.
Quella del Sulcis è stata l’ennesima caduta a livello industriale nel nostro Paese. Probabilmente questa crisi è stata causata da una mancanza di scelte adeguate, soprattutto a livello politico. Tuttavia si fa strada anche l’ipotesi che il tutto già si sapeva.
Come allora non pensare che l’America non abbia complottato nei nostri confronti? L’Italia è rimasta vittima, forse anche a causa dell’ingenuità di chi l’ha governata, delle mire degli Stati Uniti? Alcuni dati su questo punto sono molto evidenti.
Si sapeva infatti che il carbone inglesiente è troppo carico di zolfo, si sapeva che la bolletta elettrica nel nostro Paese raggiunge cifre impressionanti. E la politica italiana cosa ha fatto? E’ rimasta solo a guardare, perché molti ministri hanno annunciato piani energetici, che poi non si sono mai concretizzati.
Eppure l’America in tutto questo non ha fatto altro che guadagnarci, anche attraverso dei trattamenti privilegiati, di cui l’Alcoa ha potuto beneficiare dal 1999 al 2005, comprese le tariffe dimezzate per poter produrre in modo competitivo.
La protesta Sulcis è sintomatica di una crisi annunciata, una crisi che rischia di far licenziare gli operai. Se gli operai perdono il lavoro è colpa dell’America e forse anche di quel governo filoamericano, che ha convinto gli Americani a restare in Italia altri anni attraverso il privilegio delle tariffe più basse, proprio quando si era profilato all’orizzonte, nel 2008, uno scenario meno promettente per gli investimenti americani nel nostro Paese.
Un complotto, insomma, un vero e proprio complotto, in cui a rimetterci sono gli operai che giorno dopo giorno affrontano la fatica di un lavoro non certo privilegiato. Come sempre in Italia i privilegi sono solo per alcuni.
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Mer 05/09/2012 da Giorgio Rini in Crisi Economica









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