Attentato in Norvegia, nel memoriale di Breivik minacce all’Italia e al Papa

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Attentato-Norvegia-Breivik

Ci sono anche minacce e critiche all’Italia nel memoriale-fiume lasciato da Anders Behring Breivik, il responsabile dell’attentato in Norvegia a Oslo e della strage dei giovani laburisti nell’isola di Utoya. Un suo compagno di scuola lo ricorda come uno “sfigato”: “Era un tipo timido e introverso, un nerd come si dice tra noi studenti. Nessuno lo aveva mai visto con una fidanzata, ma lui si vantava di mille avventure”. Breivik nel lungo testamento lasciato in rete, 1.500 pagine di puro delirio, dice di essere “il mostro più grande”. L’assassino norvegese è un estremista cristiano di destra e un anti-islamico. Nel suo mirino anche l’Italia.

Attacca i nostri politici, quelli che hanno fatto di “Pdl, Pd, Idv, Udc” dei partiti “cultural-marxisti, umanisti-suicidi, capitalisti-globalisti”. Aveva stabilito anche possibili bersagli di attentati: sedici raffinerie di petrolio, come quelle di Taranto, Gela, Porto Marghera, Sarroch. Per farle esplodere facendo “un attacco di successo” “da 2 a 40 miliardi” sarebbe bastato usare un barcone da pesca pieno di esplosivo. Breivik confida nell’aiuto di “60.000 patrioti pronti alla battaglia” tra gli italiani che ormai vivono nell’”Eurabia”.

Poi ci sono gli attacchi al Vaticano e al Papa. Definisce Benedetto XVI “codardo, incompetente, corrotto e illegittimo”, come il suo predecessore Giovanni Paolo II che “baciò il Corano in pubblico”. E ancora: i preti “sono i più strenui difensori dell’Islam” e “la corruzione va estirpata dal Vaticano”.

Di venerdì gli attentati terroristici in Norvegia: prima le bombe esplose nel cuore di Olso, poi la strage dei giovani laburisti a un campo estivo.

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Lun 25/07/2011 da Francesco Minardi in

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