Bambina fatta scendere dal bus perché il biglietto era vecchio, polemiche a Treviso

Polemiche a Treviso dopo che una bambina di dieci anni è stata fatta scendere dall’autobus perché il suo biglietto era vecchio. Un episodio che lascia discutere e che ha provocato diverse reazioni. La bimba si trovava sul pullman dell’azienda di trasporto pubblico “La marca” per tornare a casa a Meduna, nel Trevigiano, dopo essere andata a scuola. Durante il tragitto è salito a bordo il controllore, chiedendole il biglietto. Quando la piccola le ha mostrato il tagliando il controllore le ha detto che non era più regolare perché vecchio. Era stato infatti acquistato prima che scattassero i rincari di trenta centesimi.
Un affronto imperdonabile per il controllore che l’ha fatta scendere dal bus, lasciandola per strada a Oderzo. Lei non si è persa d’animo e ha chiamato la mamma per farsi venire a prendere. Ed è montato il caso. Innanzitutto, se proprio il biglietto non era regolare non bastava multare la passeggera? E con che coraggio si può far scendere una bambina così piccola lasciandola in balia del traffico? Evidentemente il controllore non aveva mai sentito parlare di buonsenso.
Immediate le polemiche. Il presidente della Provincia Leonardo Muraro ha espresso solidarietà alla famiglia, quello dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione parlamentare per l’infanzia Antonio Marziale ha attaccato: “Forse il controllore non ha mai sentito parlare di Yara Gambirasio, di pedofilia e di quant’altro minaccia i bambini”. È intervenuta anche la politica Alessandra Mussolini: “Per imporre il rispetto di una regola legittima si è fatto un danno maggiore, rischiando di mettere in pericolo la sicurezza della bambina”. Il controllore non la passerà liscia: la sua azienda ha avviato un’indagine interna.
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Mer 28/09/2011 da Francesco Minardi in Minaccia, Pedofilia
EVIDENTEMENTE, QUESTA BIMBA DI DIECI ANNI, PRESUMO PER CONTINGENZE OGGETTIVE, NEL RECARSI A SCUOLA, SIA IMPOSSIBILITATA AD ESSERE ACCOMPAGNATA DAI GENITORI; E CONSEGUENTEMENTE, GIOCO FORZA, COSTRETTA A DIRIGERSI IN PULLMAN NELLA SUDDETTA, PER AVERE IL SACROSANTO DIRITTO, DI FREQUENTARE LE LEZIONI.
LA GRAVITA’ DI QUESTA VICENDA, CONSIDERANDONE I RISVOLTI, E’ DIPESA ESSENZIALMENTE DALL’IRRESPONSABILITÀ DEL CONTROLLORE.
UN GESTO CRIMINALE, E SOTTOLINEO CRIMINALE, CHE LASCIA TRASPARIRE LA MEDIOCRITÀ ASSOLUTA E FRANCAMENTE DISARMANTE, DI UN PUBBLICO UFFICIALE, CHE SVOLGE IL PROPRIO LAVORO, IN UN AMBITO, DOVE COSCIENZIOSITÀ E BUON SENSO, DOVREBBERO (???) PREVALERE IN MISURA DETERMINANTE.
..INCOSCIENZA, ED INCAPACITÀ, FATTORI SUI QUALI MEDITARE ATTENTAMENTE, LO RITENGO PRIORITARIO.
MI AUGURO, CHE QUESTO PERSONAGGIO DALLA SEVERITÀ EMBLEMATICA E SURREALE, SI SIA POSTO UN ACCURATO ESAME DI COSCIENZA…



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ma la madre.. lascia una bambina di 10 anni in corriera da sola?! i pedofili ci sono per la strada come dentro una corriera e far tutto senza che l’autista si accorga. e i controllori e gli autisti oltre a fare il loro dovere devono fare anche da baby sitter ai nostri figli?! ho due figli e vi assicuro che non li mollerò mai dentro una coriera per andare a scuola, la madre se aveva problemi di orario,si poteva svegliare un’ora prima per accompagnarla a scuola e quindi affidarla ad un collaboratore scolastico no ad un autista.
Rispondi Segnala abusoprima di commentare come al solito non sapete nemmeno come sono andati i fatti, dato che avete sentito solo una versione.