Chi l’ha visto: ultima puntata su Melania Rea, Roberta Ragusa, Emanuela Orlandi (22 febbraio 2012)

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chi l ha visto ultima puntata 22 02 2012

Anche oggi Chi l’ha visto ci racconta i casi più importanti di cronaca nera italiani, sia storici sia recenti. durante l’ultima puntata la trasmissione di Federica Sciarelli si occuperà oggi della scomparsa di Roberta Ragusa, la bellissima donna misteriosamente scomparsa nel cuore della notte senza dare spiegazioni, ma anche della sparizione di Emanuela Orlandi, avvenuta a Roma negli anni 80.

Roberta Ragusa
E’ sempre più delicata la situazione che riguarda la scomparsa di Roberta Ragusa. La donna è scomparsa ormai 40 giorni fa nel cuore della notte in pigiama. Roberta viveva con il marito e i figli, gestiva l’autoscuola di famiglia e aveva come unico svago la palestra.

Ed era proprio la palestra l’unico luogo in Roberta riusciva davvero a confidarsi e ad avere delle amiche. A loro la donna aveva raccontato che era in crisi col marito perchè forse tra i due non c’era più amore. Una volta Roberta si è lasciata scappare: “Beate voi che vi siete lasciate, io non posso farlo”.

Le amiche della palestra ricordano che Roberta temeva che il marito avesse una relazione extra-coniugale. Una notte lo aveva persino trovato a parlare al cellulare in soffitta. Proprio per questo lei non si fidava più di lui e tra i due negli ultimi mesi erano frequenti le discussioni.

Il 10 gennaio 2012, solo tre giorni prima della scomparsa, Roberta ha avuto un incidente domestico. Il marito era sulla scala della soffitta per sistemare una scatola che però è scivolata facendo cadere a terra sia il marito sia Roberta. La donna aveva riportato alcune ferite ed ematomi, tanto da dover rinunciare all’amata palestra.

Roberta è scomparsa il 13 gennaio. L’ultimo ad averla vista è stato proprio il marito. Verso le 23 la donna era in cucina, poi il marito intorno a mezzanotte è andato a dormire e non ricorda se la moglie l’abbia o meno raggiunto. Una cosa è certa: al mattino di lei non c’era più nessuna traccia.

Da casa manca un pigiama felpato rosa e un paio di scarpe da ginnastica. Per questo si pensa che Roberta sia scomparsa proprio in pigiama. Gli inquirenti hanno inizialmente pensato a una scomparsa volontaria, adesso però stanno indagando anche per omicidio.

Salvatore Russo
Salvatore Russo, detto Antonio, è un uomo semplice come ce ne sono tanti nel Sud Italia. Una persona socievole, amico di tutto, scomparso due mesi e mezzo fa senza un motivo. Tutto gli abitanti del suo paese (Torre Melissa, Crotone) purtroppo temono una tragedia e hanno paura che possa essergli accaduto qualcosa di molto grave. “Suppongo che ci sia di mezzo qualcuno che l’abbia raggirato“, ha detto una nipote.

Antonio ha 65 anni e un pensiero fisso: avere una donna accanto a lui. Si è sposato due volte, la prima ha anche avuto una figlia che lo ha reso nonno. Con entrambe le mogli purtroppo è presto finita e avere una nuova compagna era diventata per lui una fissazione.

L’uomo aveva problemi con il denaro. Aveva il vizio di giocare alle macchinette del videopoker e per questo contraeva piccoli debiti. Una volta però qualcuno ne ha addirittura approfittato e gli ha addirittura fatto contrarre dei debiti.

Antonio è scomparso lunedì 1 dicembre 2012. Qualche giorno prima della sparizione era andato nel negozio di un amico chiedendo capi di abbigliamento intimo da uomo e da donna (circa 12 pezzi). All’amico ha detto che sarebbe andato da lì a pochi giorni a Crotone per accogliere la nuova moglie: una certa Maria di cui però nessuno dei parenti sa nulla.

Il giorno della sparizione Antonio aveva riscosso la pensione e la tredicesima, per un totale di circa 1300 euro che sono spariti insieme a lui. Qualcuno può essersi gioco di lui, approfittando della sua fissazione per le donne?

Melania Rea
Erano in collegamento video il fratello e lo zio di Melania, Michele e Gennaro Rea che hanno dato la loro opinione sui fatti accaduti questa settimana.

La scorsa settimana Federica Sciarelli ha elencato alcuni siti per adulti ad orientamento transessuale frequentati da Salvatore Parolisi e alcuni telespettatori durante la settimana hanno fatto presente alla redazione di Chi l’ha visto che questi siano in realtà fatti privati di Salvatore non rilevanti per l’indagine.

Lo zio Gennaro ha specificato che se Melania avesse saputo una cosa di questo tipo avrebbe fatto un esposto ai superiori di Parolisi e avrebbe fatto le valigie per andare via di casa. “E’ uno dei moventi”, ha affermato Gennaro Rea. Parolisi frequentava i siti in questione sì dal suo pc personale, ma comunque in orari lavorativi e quindi non legalmente.

In questi giorni sono inoltre stati negati gli arresti domiciliari a Salvatore Parolisi. Molte cose ancora non tornano e si teme che l’assassino possa inquinare le prove o nascondere le armi del delitto, mai ritrovate.

Da un’intercettazione telefonica tra Ludovica, amante di Paolisi, e un’amica, potrebbe esistere un’altra borsa oltre a quella effettivamente appartenente a Melania. A destare stupore c’è il fatto che Melania quando è stata ritrovata cadavere non aveva con sè nessuna borsa. Impossibile che Melania fosse uscita di casa senza una borsa o un cambio per la piccola Vittoria. Pare invece che Salvatore Parolisi avesse acquistato una seconda borsa a regalare però a Ludovica, amante di Parolisi, proprio nel fine settimana successivo alla morte di Melania.

Altro motivo per cui non sono stati concessi gli arresti domiciliari a Parolisi è stato lo strano rapporto tra il soldato e una giornalista Mediaset a cui Salvatore ha dato una lettera sigillata da consegnare a Ludovica, come favore personale. Peccato però che Parolisi aveva ricevuto chiarissime indicazioni dagli inquirenti: non doveva avere nessun contatto con la soldatessa. La giornalista Mediaset avrebbe insomma fatto da “postina” tra Parolisi e l’amante Ludovica.

“Cara xxx, la busta bianca chiusa non è per voi, ma tu sai a chi mandarla, mi raccomando che arrivi a destinazione, assicurati che sia li”. scriveva Parolisi alla famosa giornalista Mediaset, ben nota anche alla Sciarelli e alla redazione di Chi l’ha visto, di cui però la Rai non ha fatto il nome.

“Ti ho mandato questa lettere tramite xxx perché sul mio verbale di accusa non posso avere nessunissimo contatto con te. Se riceverai questa lettera mi raccomando non lo dire a nessuno e non fidarti di nessuno”, scriveva invece Parolisi a Ludovica. Un fatto gravissimo che mette a nudo una giornalista che non meriterebbe nemmeno di essere definita tale e per cui speriamo vengano presi al più presto provvedimenti disciplinari da parte dell’Ordine di appartenenza.

Antonio Barbatelli
La storia di Antonio Barbatelli è purtroppo tristemente simile a quella di Roberto Straccia. Anche lui era andato a correre al bosco di Capodimonte di Napoli e non è mai più tornato. Era la sera del 24 agosto 2011 e la famiglia si è subito preoccupato perchè non era da lui ritardare. La mamma e le sorelle vanno subito dai carabinieri, solo dopo molte insistenze due carabinieri hanno accompagnato la famiglia a fare un controllo all’interno del bosco, ma solo per metà percorso.

La mattina successiva il giovane ventenne è stato trovato morto in fondo a un dirupo all’interno del bosco, in un vialetto che però non era affatto quello principale, percorso abitualmente da chi fa footing. Perchè Antonio aveva lasciato la strada più battuta? La sorella non ha dubbi: “Mio fratello non avrebbe mai percorso questi tratti così impervi”.

Il cadavere di Antonio è stato ritrovato riverso su un fianco, rannicchiato e abbastanza distante dalla parete da cui dovrebbe essere caduto. E’ possibile che Antonio si sia spostato dopo la caduta nonostante le gravissime ferite riportate, oppure qualcuno lo ha spinto?

Altri elementi che rafforzano l’ipotesi dell’aggressione: Antonio aveva una collanina che non è mai stata ritrovata, aveva con sé 20 euro mai più trovati. Il cadavere aveva inoltre le tasche dei pantaloncini completamente rivoltate verso l’esterno, gesto che il giovane non avrebbe mai potuto compiere da solo.

La mamma di Antonio ricorda che la mattina del ritrovamento del cadavere il medico del pronto soccorso disse una frase simile: “Per me il ragazzo è stato spinto. Posso assumermi le mie responsabilità”. Il medico è intervenuto in diretta telefonica in trasmissione e ha raccontato di avere trovato Antonio steso su una pietra, con le mani giuste in petto, come per difendersi da qualcosa.

“Ho sentito dal padre che Antonio aveva 20 euro in tasca, io ho notato il portafogli un po’ distante dal corpo e le tasche dei pantaloncini rivoltate verso l’esterno. Ma non penso che questo gesto possa averlo fatto da solo mentre cadeva”, ha detto il medico Luigi Sgambato.

Federica Sciarelli ha chiesto al dottor Sgambato la sua opinione sul caso. “Credo che qualcuno abbia rapinato Antonio prima della caduta, oppure che qualcuno gli abbia preso i 20 euro dopo la caduta”, ha risposto Sgambato.

Ma non è tutto: il dottor Sgambato si era recato in commissariato per una dichiarazione spontanea dopo il ritrovamento di Antonio, ma giunto il suo momento, è stato rimandato a casa perchè la sua testimonianza non è stata reputata necessaria.

Claudio Franceschelli, il bambino gettato nel Tevere
Claudio era un bimbo bellisimo con due occhi blu come il mare, di appena 16 mesi, figlio di una coppia che non era mai andata d’accordo. Claudio Franceschelli è stato gettato nel Tevere alle 6 del mattina del 4 febbraio 2012 dal padre in un attacco di follia e il suo corpicino non è mai più stato ritrovato.

Patrizio Franceschelli, 26 anni, padre del piccolo Claudio, la mattina del 4 febbraio ha lanciato il bimbo nel Tevere dal Ponte Mazzini di Roma. Prima lo ha fatto oscillare tre volte come per fare le prove e alla quarta lo ha lasciato andare nelle acque gelide del Tevere. La madre del piccolo Claudio, si chiama anche lei Claudia ed era vittima succube di Patrizio Franceschelli.

Due testimoni hanno assistito alla tragedia: un agente penitenziario e Mirella, la zia del bambino che ha inseguito Patrizio nella sua folle corsa verso il Tevere.

All’alba del 4 febbraio Patrizio è andato a casa della suocera per riprendere con sè il figlio che la compagna Claudia aveva portato dalla nonna perchè lui l’aveva picchiata. Il bimbo si trovava per questo da solo con la nonna, che si è rifiutato di dare il bambino al padre. Alla fine di una colluttazione Patrizio è riuscito a portare via Claudio, la zia Mirella ha inseguito l’uomo, ma è caduto sulla neve che quella mattina riempiva Roma.

Dall’altra parte del ponte una guardia penitenziaria che passava casualmente da lì ha offerto un passaggio in auto a Franceschelli e al suo bimbo. Patrizio è salito in auto con Claudio in braccio ed è sembrato calmarsi. Ma alla vista della zia Mirella l’uomo ha perso nuovamente la ragione, è uscito dall’auto e ha gettato Claudio, di soli 16 mesi, nelle acque gelide del fiume Tevere.

Claudia, la mamma del piccolo non sa darsi pace e chiede a tutti di continuare a cercare il corpicino del suo bambino. Senza il corpo di Claudio per lei sarà un dolore senza fine. La redazione di Federica Sciarelli ha lanciato un appello a chiunque possa aiutare nella ricerca del cadavere.

Emanuela Orlandi
Federica Sciarelli ha mostrato durante la puntata un documento interno del Vaticano che risale al gennaio 2012 e riguarda in parte la sparizione di Emanuela Orlandi. Il documento mostrato è firmato P. Lombardi, il portavoce del Papa, ed è simbolo che qualcosa si sta smuovendo

E’ evidente che esista un personaggio autorevole che ha chiesto a Padre Lombardi informazioni sulla vicenda Orlandi e vorrebbe avere chiarimenti. Il misterioso personaggio è ben informato sui fatti e fa riferimento a piste passate che si sono poi rilevate fallimentari, ma che per anni hanno tenuto banco nella scomparsa di Emanuela Orlandi.

Padre Lombardi fa una domanda al’anonimo destinatario del documento, chiedendo se non sia il caso di chiedere a qualcuno informato sui fatti che già ai tempi aveva seguito la vicenda Orlandi. Oltre a questo quesito, Padre Lombardi, ha chiesto al suo destinatario di approfondire anche alcuni altri aspetti importantissimi per il caso Orlandi.

Infine nell’ultimo paragrafo Padre Lombardi parla della tomba di Renatino De Pedis, nella Basilica di Sant’Apollinare. Nonostante il Vaticano abbia già dato il proprio benestare per la riesumazione della salma, in realtà nulla del genere è mai accaduto. Forse per ritardo da parte della Giustizia italiana?

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Bartozzi Claudia 23 febbraio 2012 11:10

La vicenda del piccolo Claudio è tristissima e lascia sconcerto; comunque duole ancora una volta sentire che un mio “COLLEGA” venga chiamato arcaicamente o forse denigratamente “Guardia Carceraria” quando in realtà esiste il “Corpo di Polizia Penitenziaria” da oltre vent’anni, il quale fa parte dei Corpi di Polizia italiani; sembra che ogni volta che si parli della Polizia Penitenziaria siano volutamente usati dei termini di discredito quali secondini, guardie carcerarie o agenti di custodia(quando va bene); è come, essendo la vicenda a Roma, chiamare PIZZARDONI gli appartenenti alla Polizia Municipale; comunque il mio COLLEGA aveva quasi salvato il piccolo nonostante fosse fuori servizio e questo è un gesto di grandissimo rispetto verso gli altri, in particolare verso la vita umana; probabilmente c’erano anche altre persone, non mi sembra che Roma sia un deserto, ma solo lui era quasi riuscito….a fermare quel disgraziato del padre.
A parte tutto…per le prossime volte chiamateci con il nostro nome “POLIZIA PENITENZIARIA”

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Simona Cardillo
Simona Cardillo 23 febbraio 2012 11:44

Ciao Claudia, ti ringrazio per la giustissima segnazione e mi scuso per l’errore. Avevoerroneamente riportato anche io lo sbaglio di Federica Sciarelli. Ho subito corretto.
Grazie per tutto quello che fate e per il lavoro delicatissimo che ogni giorno svolgete
Simona

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Luisa canciello 23 febbraio 2012 15:56

volevo inanzitutto fare i complimenti alla trasmissione che è molto interessante,complimenti anche alla dott. Federica che svolge il suo lavoro con passione e impegno,detto questo volevo commentare la tragedia del piccolo Claudio un vero orrore che lascia tanto amaro in bocca,ieri sera vedendo il servizio ci ha lasciato senza parole,pero’ una domanda mi nasce spontanea:come è possibile che nessuno è riuscito a togliere dalle mani il bimbo,capisco forse la furia del padre,ma la guardia non è riuscito a bloccarlo?…è vero forse tra dire e fare c’è di mezzo il mare.Comunque continuate così che siete una squadra forte.Complimenti ancora e cordiali saluti.

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cesara
Cesara 27 febbraio 2012 12:51

A chi l’ha visto? si è tornato a parlare del caso Orlandi. Così come oggi, il suddetto caso viene trattato dalla trasmissione, con queste firme per riaprire il caso, è più rivolto per accusare il Vaticano sulla sparizione di una sua cittadina, che chiarire una volta per tutte, i motivi per cui la Orlandi è stata sequestrata e poi uccisa. E’ pacifico ormai, che Emanuela è stata rapita e uccisa dalla Banda della Magliana, sappiamo ora che la suddetta Banda vantava dei crediti dal Vaticano, da quanto sembra di capire da alcune frasi dette dal Cardinale, e che questi soldi pare siano serviti ,poi, a finanziare Solidarnosh, E questo il punto da chiarire. Se fossse stato De Pedis da peccatore pentito, di sua volontà donare i soldi per questo finanziamento come pentimento di quanto male aveva procurato a tanti? Forse è questo il motivo perchè poi, lo ritroviamo sepolto in quella Chiesa. Ma se fossero così le cose, forse non lo sapremo mai, perchè potrebbe essere un segreto confessionale. Se la Banda della Magliana rivuole dei soldi dal Vaticano forse, in quei soldi erano compresi anche i soldi degli altri componenti della Banda. Tutto questo si deve capire per porre la parola fine sul caso: Orlandi.

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Carlo D'Aiuto 11 aprile 2012 22:22

“Non passò però molto tempo che la conversa fu aspettata invano, una mattina, alle sue consuete occupazioni. Furono fatte ricerche dappertutto, ma senza frutto; finchè fu scoperta una buca nel muro dell’orto, che fece pensare che la conversa fosse fuggita di là. Si disse che fosse riparata a Monza, e principalmente a Meda, da dove essa proveniva, o che si fosse rifugiata in Olanda. Ma forse si sarebbe potuto sapre di più se, invece di cercare lontano, si fosse scavato vicino.” Alessandro Manzoni, i Promessi Sposi…applicabile a quasi tutti i casi di persone scomparse. Gli allontanamenti volontari sono favole. Emanuela Orlandi poveretta sarà stata uccisa nell’ambito di un’aggressione sessuale da un unica persona lo stesso giorno della scomparsa. Probabilmente quella persona non sapeva nemmeno che fosse una cittadina vaticana. Era interessato a ben altro. Tutte le storie narrate sul coinvolgimento del Vaticano, Marcinkus, Lupi Grigi, Banda della Magliana (e perchè no, la CIA ed il KGB) appaiono fiabesche.

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Carlo D'Aiuto 11 aprile 2012 22:29

“Non passò però molto tempo che la conversa fu aspettata invano, una mattina, alle sue consuete occupazioni. Furono fatte ricerche dappertutto, ma senza frutto; finchè fu scoperta una buca nel muro dell’orto, che fece pensare che la conversa fosse fuggita di là. Si disse che fosse riparata a Monza, e principalmente a Meda, da dove essa proveniva, o che si fosse rifugiata in Olanda. Ma forse si sarebbe potuto sapre di più se, invece di cercare lontano, si fosse scavato vicino.” Alessandro Manzoni, i Promessi Sposi…applicabile a quasi tutti i casi di persone scomparse. Gli allontanamenti volontari sono favole. Emanuela Orlandi poveretta sarà stata uccisa nell’ambito di un’aggressione sessuale da un unica persona lo stesso giorno della scomparsa. Probabilmente quella persona non sapeva nemmeno che fosse una cittadina vaticana. Era interessato a ben altro. Tutte le storie narrate sul coinvolgimento del Vaticano, Marcinkus, Lupi Grigi, Banda della Magliana (e perchè no, la CIA ed il KGB) appaiono fiabesche. Le teorie complottistiche (l’11 settembre è il frutto di un complotto della Cia, lo sbarco sulla Luna è un falso, etc) come è noto agli psicologi, attirano molto la fantasia delle persone comuni ma sanno più di balle da delirio paranoico che di analisi razionale dei fatti.

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