Delitto di Via Poma, il pg ricorre contro l’assoluzione di Busco

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Il mistero del delitto di via Poma ricade nuovamente su Raniero Busco per il quale non sembra esserci pace. Il procuratore generale Alberto Cozzella ha infatti deciso di ricorrere in Cassazione contro la sentenza con cui lo scorso 27 aprile l’ex fidanzato di Simonetta Cesaroni era stato assolto dalla I Corre d’assise d’Appello di Roma. La ragazza fu uccisa con 29 coltellate in via Poma il 7 agosto 1990 e Busco era stato prima condannato a 24 anni per la morte della ragazza e in seguito prosciolto “per non aver commesso il fatto“. La sentenza in secondo grado aveva così portato all’assoluzione dell’uomo, lasciando irrisolto un omicidio che scosse, ieri come oggi, tutta l’Italia.

La lettura della sentenza di assoluzione era stata accolta tra pianti di gioia e urla di liberazione da parte di Busco, dei suoi familiari, tra cui la moglie, e gli amici. “Da oggi ricomincio a vivere“, aveva dichiarato subito dopo la lettura della sentenza. Per lui ora è ripreso “un tormento senza fine“, come lo hanno definito gli amici.

Poco sorpreso il legale, l’avvocato Paolo Loria. “Era una cosa già attesa, era stata preannunciata nel momento in cui era stata data lettura ad aprile della sentenza con la quale la Corte di Assise di Appello di Roma assolveva Raniero Busco“, ha dichiarato alla notizia del ricorso.

Le carte sono state depositate solo qualche ora fa e l’avvocato ha specificato di volerle prima leggere per poter rilasciare altri commenti sulla vicenda.

Nessuno commento al momento anche da parte della famiglia di Simonetta Cesaroni che però si appresta a ricorrere in appello contro la stessa sentenza di assoluzione.

Anche noi, nell’interesse della famiglia stiamo redigendo il ricorso e lo depositeremo entro il termine ultimo di fine ottobre“, ha spiegato l’avvocato Massimo Lauro. La famiglia della ragazza ricorrerà anche contro le ordinanze con cui la Corte di Cassazione non aveva consentito l’esame dei consulenti della famiglia e quelle in cui si bloccava una nuova perizia.

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Sommario
  1. Il pg ricorre contro l’assoluzione di Busco
  2. Brusco assolto per il delitto di via Poma
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cesara
Cesara 22 marzo 2012 12:35

Adesso ci sono arrivati che Busco, con il delitto di via Poma non c’entra niente? Leggendo il motivo della sentenza che lo condanna a 24 anni di carcere, si rimane sgomenti per la fantasiosa ricostruzione dei fatti. Busco, grosso modo, sarebbe andato in via Poma e dietro il rifiuto di Simonetta di far sesso l’avrebbe aggredita? Ma se erano fidanzati, che non cisarebbe stata prima o poi l’occasione per farlo? Poi, Busco ha sempre detto che dove lavorava Simonetta neanche lo sapeva. Basta con questo DNA se prima non si conosce l’esatta dinamica dei fatti per circoscrivere eventualmente a chi chiedere il DNA.

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cesara
Cesara 28 marzo 2012 14:57

E’ certo che non è stato Busco, l’assassino. Ricordo ancora bene la ricostruzione del delitto, fatta per la trasmisssione “Telefono giallo” due, tre mesi dopo l’omicidio. Ebbene in quella ricostruzione si capiva benissimo da dove dovevano partire le indagini. Alla fine della ricostruzione si vedeva giungere una Peugeot rossa con dentro tre o quattro giovani, nei pressi del civico 2 di via Poma. ne scende uno e trovandosi al civico 2 chiede ad una coppia che stava uscendo dal palazzo:. “E’ qui via Poma 2?”. Dove la scala b? Avute le informazioni, il giovane si dirige nella direzione giusta, notando sempre, queste persone. la fretta di fare le scale di costui. Se Questo non è un indizio? Chi ha detto al giovane di andare in via Poma 2?. Siccome si è sempre detto che l’assassino abbia telefonato, forse ha telefonato ad un’amico. il giovane in questione,per l’appunto?Poi c’è da chiedersi perchè a via Poma, giungono più persone? Molto probabilmente il giovane al volante è il proprietario della macchina e con questo dato, già, si poteva, attraverso l’Aci conoscere il nome di costui, eattraverso le informazioni dirette od indirette capire quali potevano essere i suoi amici, senz’altro l’assassino uno di questi. L’altro giovane perchè anche lui è insieme agli altri? Tutti amici dell’assassino? Un’altro dato importante da non sottovalutare è che Simonetta prima di andare al lavoro era passata al bar a salutare gli amici come era solita fare. L’assassino non può che essere una persona che conosce e che è sicura, telefonando di trovare a Roma, visto che il mese di agosto tanti se ne vanno in vacanza. Le mie deduzioni sempre riferendomi alla ricostruzione fatta per il “Telefono giallo”.

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