Don Verzè, lettera ai pm che indagano sul San Raffaele: “Giudicatemi”

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Don Luigi Verzè, fondatore del San Raffaele, scrive una lettera ai pm dove si assume completamente la responsabilità morale e giuridica di quanto accaduto nell’ospedale e sulle indagini sul bilancio del polo sanitario milanese e sul cda della fondazione San Raffaele del Monte Tabor. Il sacerdote sostiene di non poter: “Tacere con il rischio che il mio silenzio danneggi molti e in particolare l’Associazione dei Sigilli. Mi offro al giudizio di tutti, dei signori Pubblici Ministeri, del cda, dell’opinione pubblica, e rivendico l’intera responsabilità morale e giuridica di quanto avvenuto per il San Raffaele”.
Solo qualche giorno fa, rivelammo di alcune microspie occultate nell’ufficio di Don Verzè a Milano ed oggi, il prete-manager invia una lettera agli inquirenti che indagano sul San Raffaele.
Don Luigi rivendica la piena responsabilità di ciò che è accaduto: “Rivendico peraltro anche la fondamentale importanza del suo esistere e del suo perpetuarsi nella panoramica della cultura e della sanità”.
Prima di concludere, il sacerdote parla della situazione dell’ospedale: “Il San Raffaele non è fallito. È stato messo sotto la protezione del Vaticano e della Giustizia. Sono stato e sono io l’ispiratore; tutto quanto è stato necessario per la realizzazione di quest’Opera nell’aspirazione alla ottimalità in ciascuno dei suoi versanti risale a me; nulla di quanto essenzialmente connesso alla funzionalità del San Raffaele mi è estraneo”.
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Ven 02/12/2011 da Rosario Cirigliano



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