Donato Bergamini, fidanzata indagata dopo 24 anni dall’omicidio

La fidanzata di Donato Bergamini ha ricevuto un avviso di garanzia per concorso in omicidio volontario. In seguito alle indagini effettuate, si è scoperto che il calciatore, quando fu investito dal camion, sarebbe stato già morto e di conseguenza non si sarebbe gettato sotto il veicolo. Isabella Internò era stata ascoltata nel 2011 come testimone oculare dei fatti. Si tratta dell’unica testimone di quello che ormai si può definire un presunto incidente stradale. Proprio le dichiarazioni rese dalla ragazza e dal camionista avevano avvalorato l’ipotesi del suicidio.
Tuttavia i familiari di Bergamini hanno insistito per l’apertura di una nuova inchiesta, che ha portato i Ris di Messina ad effettuare delle perizie, per chiarire la situazione. Gli accertamenti hanno messo in evidenza che il calciatore era già morto quando fu investito. Il ragazzo potrebbe essere stato tenuto in ostaggio da due persone e poi ucciso a colpi di arma bianca.
Già nell’aprile del 2012 il caso era tornato alla ribalta della cronaca, perché si era aperto un giallo sull’evirazione del calciatore del Cosenza morto nel 1989. L’ipotesi dell’evirazione come causa della morte del giocatore era stata effettuata all’interno di un articolo sul Quotidiano della Calabria. Ma è stato il procuratore della Repubblica di Castrovillari Giacomantonio a smentire quanto affermato dal giornale, affermando anche che con notizie di questo tipo possono essere compromesse in modo serio le indagini.
Giacomantonio ha affermato: “Alla vista della locandina ho avuto un sussulto e ho fermato la macchina di fronte l’edicola. Capisco le esigenze mediatiche, ma a causa di questi falsi scoop sono state compromesse seriamente le indagini“.
Poi è tornato sulla questione delle ferite che sono state trovate sul corpo del calciatore: “Le mutilazioni al basso ventre sono state la conseguenza del passaggio del camion sul corpo del calciatore“.
Il professor Testi dell’Università di Torino ha effettuato una perizia, per stabilire com’è andata la vicenda. Già allora il procuratore era sicuro che Bergamini non si è buttato volontariamente sotto il camion.
Si delineava sempre di più quindi l’ipotesi di un omicidio, magari rientrante nella pista del delitto passionale piuttosto che in quella del traffico di droga. L’equivoco del quotidiano evidentemente era nato dal fatto che le perizie precedenti indicavano le ferite come una “lacerazione con arma da taglio“.
E questo non indicava esclusivamente la possibilità di un’evirazione, dal momento che il giovane calciatore è stato schiacciato dalle ruote del camion.
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Gio 16/05/2013 da Giorgio Rini in Denis Bergamini, Morte



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