Fontana di Trevi, vigili sospesi dopo il video delle Iene sul ladro di monetine D’Artagnan

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Dopo il servizio delle Iene (sopra il video) su D’Artagnan, il ladro di monetine della Fontana di Trevi, sono stati sospesi i vigili rimasti indifferenti alla pesca e all’aggressione del giornalista Filippo Roma. “I vigili sono sospesi, questo è stato il mio ordine al capo dei vigili perché l’atteggiamento è intollerabile, anche se io sono convinto che non ci sia stato nessun episodio di corruzione: l’inerzia dimostrata di fronte a chi raccoglieva monetine e di fronte all’aggressione dei conduttori del programma le Iene è un fatto inaccettabile”, ha attaccato il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Corruzione o semplice inerzia, quella dei vigili?

Partiamo dal video. Filippo Roma (che già nel 2007 aveva affrontato questo argomento) è tornato alla Fontana di Trevi. Da decenni D’Artagnan, al secolo Roberto Cercelletta, entra indisturbato nella fontana quasi ogni giorno e preleva le monetine lanciate dai turisti. Si tratta di una somma consistente di denaro (di 600mila euro la stima annuale) che in questo modo non finisce al legittimo destinatario, la Caritas di Roma.

Fino a pochi giorni fa le monete erano considerate “res nullius”, cioè di nessuno, quindi non era considerato furto prenderle. Dopo il servizio è stata approvata una delibera con cui le monete diventano proprietà del Comune: da oggi prenderle è reato.

I vigili non potevano quindi arrestare D’Artagnan per furto ma avevano il dovere di bloccarlo perché è vietato fare il bagno nella fontana. Ma perché non l’hanno fatto? Questa la denuncia delle Iene. Dal servizio emerge il sospetto che gli agenti vengano corrotti. Durante la pesca delle monete si vede il fratello di D’Artagnan consegnare una busta a un vigile. Soldi? L’agente, Marco Gismondi, si difende: “Ma quale mazzetta? Era la carta d’identità, ho la coscienza a posto”. Ma il dubbio resta.

E’ vero che non potevano arrestare l’uomo per furto, ma perché i vigili non lo bloccavano, permettendogli di guadagnare a spese della Caritas? Di guadagno si tratta: una volta D’Artagnan fu beccato con 600 euro addosso (non tutti i vigili nel tempo sono rimasti indifferenti), e se pensiamo che alla fontana va praticamente ogni giorno, si intasca oltre 15mila euro al mese.

I vigili, come si vede nel servizio, rimanevano indifferenti non solo alla pesca ma anche all’aggressione subita dal cameraman e della Iena, spinta in acqua dal fratello di D’Artagnan, preso a gomitate, insultato e minacciato: “Ah infamone, te faccio gambizzà!”.

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Ven 29/04/2011 da Francesco Minardi in ,

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12 maggio 2011 10:16

Una vergogna, non credo che i vigili siano collusi con questi ladri, ma sono sicuro che siano stati minacciati, e da ciò la paura di intervenire sia nel bloccare i delinquenti nella fontana, sia nell’intervenire per le ripetute percosse date al povero Filippo.
E’ una vergogna che pubblici ufficiali in servizio abbiano paura di persone del genere… se la polizia (o vigili urbani) non riesce a proteggere se stessa, mi chiedo come possa proteggere noi cittadini!

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