Fratellini di Gravina, riaperto il caso dopo l’esposto presentato dalla madre

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I funerali dei fratellini di Gravina

Sono state riaperte le indagini sul caso della morte dei fratellini di Gravina, Salvatore e Francesco Pappalardi. Qualche mese fa Rosa Carlucci aveva presentato un esposto alla Procura di Bari per tentare di far riaprire il caso della morte dei piccoli fratelli trovati senza vita all’interno della cisterna di un edificio abbandonato il 25 febbraio 2008. Il procuratore aggiunto Anna Maria Tosto ha aperto un’inchiesta per verificare le informazioni indicate sull’esposto presentato dalla madre dei fratellini.

Il documento è stato inviato anche alla Procura minorile e anche qua è stato aperto un fascicolo, per indagare sulla possibile presenza di cinque ragazzi che nel 2008 erano minorenni e che secondo la madre dei fratellini di Gravina erano insieme ai due fratelli il giorno in cui è successa la tragedia. Si tratta di cinque ragazzi che in tutto questo tempo non avrebbero rilasciato alcuna dichiarazione. Nell’esposto vengono citate anche altre persone che all’epoca dei fatti erano maggiorenni, e su queste persone si sta ulteriormente indagando.

Secondo Rosa Carlucci i due figli stavano giocando insieme agli amici nei pressi della cisterna del palazzo disabitato, la “casa delle cento stanze“. Mentre giocavano Ciccio e Tore sarebbero caduti dentro la cisterna. Secondo la madre, che ha presentato la denuncia, gli adolescenti che erano presenti hanno visto tutto ma non hanno ancora detto nulla a questo proposito.

30 novembre 2011 – La mamma: “Riaprite il caso di Ciccio e Tore”

Il caso dei fratellini di Gravina potrebbe essere riaperto. Rosa Carlucci, la mamma di Ciccio e Tore, ha presentato un’istanza alla procura di Bari con i nomi di cinque ragazzi che sarebbero stati con i figli il giorno della scomparsa. Secondo la donna potrebbero sapere la verità ed essere addirittura i responsabili della loro morte, catalogata alla fine di una lunga inchiesta come incidente.

Ciccio e Tore scomparvero nel giugno 2005 da Gravina di Puglia, in provincia di Bari. Furono trovati morti in un pozzo vicino casa il 26 febbraio successivo. Per un periodo fu ritenuto colpevole il padre. Filippo Pappalardi fu arrestato per sequestro di persona, duplice omicidio volontario e occultamento di cadavere. L’incubo per lui, sempre sostenuto dalla moglie, finì quando gli esami medico-legali dimostrarono che Ciccio e Tore erano caduti in modo accidentale. L’uomo fu scarcerato e il caso archiviato.

Ora la madre vuole che sia riaperto. Sostiene che i figli siano stati vittima di un gioco di coraggio finito in tragedia e vuole la verità: “Si trattò di un gioco, come una sorta di gioco del coraggio nella casa delle cento stanze, tutti sapevano che i ragazzini andavano lì a fare certi giochi. Ora vogliamo sapere di che gioco si trattava e vogliamo sapere perché quei ragazzi, con l’appoggio dei genitori, all’epoca sono stati così omertosi”.

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Mar 21/02/2012 da Francesco Minardi in

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cesara
Cesara 4 dicembre 2011 12:02

Deve esere riaperto perchè è ben chiaro che i fratellini di Gravina non sono caduti nel pozzo ma gettati. Non è pensabile che chiunque cada dentro un pozzo lo si ritrovi in posizione come se tormisse tranquillamente ed è il caso del più piccolo trovato così. Le fratture di quel genere non permettono certamente di dormire ed in questo caso assolutamente di muoversi. Molto probabilmente i fratellini sono morti per il monossido di carbonio, il quale conduce al sonno. Trovandosi in macchina questi ragazzini molto probabilmente si saranno addormentati,per sempre purtroppo nella posizione: il più grande seduto normale, difatti la caduta sua con il bacino rotto lo dimostra, e l’altro addormentandosi accovacciato lo ritroviamo nella medesima posizione. Altro che disgrazia

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Abdu 4 maggio 2012 03:52

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