Giovanni Tizian, il giornalista sotto scorta per i suoi articoli sulla mafia al nord

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modena giornalista sotto scorta mafia

E’ stato messo sotto scorta un giornalista a Modena. La protezione gli è stata assegnata a causa di alcuni suoi articoli nei quali il giovane cronista parla di mafia. In particolare il giovane è ritenuto scomodo per aver parlato delle infiltrazioni delle organizzazioni mafiose nelle città del nord Italia. Il giornalista, che non ha ancora trent’anni, è precario e collabora con la Gazzetta di Parma. Giovanni Tizian, questo il nome del cronista sotto protezione, ha avuto un’infanzia difficile, perché ha dovuto avere a che fare con la mafia già nel 1989.

Fu proprio in quell’anno che suo padre fu ucciso a Bovalino a colpi di lupara. Da quel momento la vita di Giovanni e della famiglia è cambiata radicalmente. Dopo la tragedia la sua famiglia ha deciso di trasferirsi in Emilia Romagna, dove attualmente il giovane vive. E’ stato proprio quell’omicidio a convincere Giovanni, che scrive anche su Libera, Narcomafie e ha pubblicato il libro Gotica, della necessità di raccontare la verità.

Qualche giorno fa però il giovane, mentre pranzava, ha ricevuto una telefonata molto chiara: “Stavo per pranzare quando mi hanno chiamato per dirmi che ero a rischio, e per permettermi di proseguire nel mio lavoro avrei avuto una protezione delle forze dell’ordine“.

Tanta è la solidarietà da parte di esponenti del mondo politico e da parte di chi è venuto a conoscenza della sua storia attraverso i social network. Giovanni dice che non saranno le minacce a fermare la sua azione: “Cerco di trovare il modo di continuare a fare questo mestiere e sono sicuro che lo troverò. Non penso che un giornalista possa cambiare il mondo, ma credo nell’utilità sociale di questo mestiere“.

Però ammette di vivere a volte delle situazioni strane: “Sul momento non ti rendi conto. Ma si creano situazioni strane. Se vado a fare la spesa mi accorgo di avere una fretta inspiegabile e non riesco a pensare alle cose che devo comprare“.

Gio 12/01/2012 da Giorgio Rini

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cesara
Cesara 13 gennaio 2012 16:14
Subtract karmaAdd karma

Ci dispiace per questo giornalista che in passato ha avuto a che fare con la mafia ed in modo terrbile, in quanto codesta gli ha ucciso il padre. Ci auguriamo che il suo coraggio di denunciare Cosa Nostra non gli costi la vita e che invece, in qualche modo contribuisca a sconfiggerla.

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