Indignati, blitz tra gli anarchici dopo la guerriglia di Roma

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indignati, blitz tra gli anarchici

Blitz di carabinieri e polizia in tutta Italia per individuare i responsabili della guerriglia di Roma durante la manifestazione degli indignati. Gli agenti stanno effettuando perquisizioni negli ambienti degli anarchici a Milano, Napoli, Roma e in altre città italiane. Nel mirino appartamenti e centri di ritrovo di estremisti già noti alle forze dell’ordine per episodi analoghi. I violenti che hanno scatenato gli scontri a Roma, provocando più di cento feriti, sono arrivati nella capitale da più parti d’Italia.

L’obiettivo è identificarli e arrestarli. Già una ventina di persone erano state arrestate dopo le violenze al corteo degli indignati. Quattro estremisti erano stati fermati prima che arrivassero a Roma in autostrada. I carabinieri avevano scoperto un vero e proprio arsenale nel bagagliaio di una Fiat 600 con a bordo tre ragazze e un ragazzo. Sotto gli zaini avevano nascosto caschi, mazze, maschere antigas, parastinchi, piedi di porco. La conferma che per i teppisti la manifestazione era solo un pretesto per creare scontri con le forze dell’ordine.

È ancora tanta la rabbia tra gli indignati pacifici. Sabato i più coraggiosi avevano cercato di allontanare gli incappucciati dal corteo, ma con persone armate ed esaltate c’era ben poco da fare. Eracle Galfo, 40enne tra i fondatori del movimento, ribadisce che i teppisti non avevano niente a che fare con i veri indignati, anche se “i giornali di destra hanno equiparato indignati a violenti”. Galfo racconta di come sabato gli indignati erano arrivati a piazza San Giovanni prendendosi per mano e sollevandole davanti “per creare un cordone pacifico gridando non-violenza”. La violenza era però già scoppiata.

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Le foto della guerriglia di Roma al corteo degli indignati.

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