La crisi economica genera nuovi flussi: ecco i migranti di ritorno

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immigrati ritorno

La crisi ha toccato tutti, italiani e non. Anche gli stessi immigrati ne hanno sentito gli effetti tanto che ora il nostro paese è interessato da quello che viene definito “immigrazione di ritorno“: persone che fuggono dai loro paesi e che qui non riescono più a trovare le condizioni per rimanere, tanto da scegliere di optare per altre nazioni, spesso non europee, o di tornare nel paese d’origine. Così sudamericani e africani decidono di tornare a casa, tanto che la decisione del governo Monti di tagliare l’ingresso di lavoratori stranieri nel 2012 è passato praticamente sotto silenzio.

Dimenticate le code davanti alle questure per i permessi di soggiorno: in Italia la situazione del mercato del lavoro è tale che anche per gli immigrati, spesso impegnati in mestieri snobbati dagli italiani, le difficoltà sono troppe.

Molti decidono di tornare nel loro paese d’origine a fronte degli allarmismi lanciati non più di un anno fa di un’invasione di immigrati dall’Africa e dai paesi delle rivoluzioni arabe.

Il fenomeno riguarda sia gli immigrati che scappano dalla guerra e da situazioni di violenza, sia dai cosiddetti rifugiati economici, coloro che viaggiano per chilometri e chilometri alla ricerca di un futuro migliore.

Gli immigrati non vedono più l’Italia e in generale l’Europa come la terra dei sogni: sono altri i paesi dove la ricchezza gira ed è a disposizione anche di chi vuole iniziare una nuova vita, lontani da povertà e guerre.

Per questo è oggi difficile che un brasiliano decida di emigrare, visto che il colosso sudamericano è una delle potenze economiche più in crescita, così come per molti paese del Sud America che stanno attirando gli immigrati di ritorno, quelli che un tempo cercavano di varcare il confine verso gli Stati Uniti e che oggi invece tornano a casa.

Qui possono rappresentare una risorsa fondamentale per il paese, riportando competenze e valori nuovi, sempre che venga ben accolto e che non abbia egli stesso un “rigetto” di regole e abitudini ormai abbandonate.

L’immigrato di ritorno però può essere anche un problema se torna come disoccupato. È quello che sta accadendo in Cina da dove se ne vanno i più ricchi, mentre asiatici e sempre più spesso europei e americani arrivano alla ricerca di lavoro, anche se non sono abituati alle regole e allo stile di vita dettate dal mercato cinese.

Particolarissimo il caso dell’Africa da dove arrivano molti degli immigrati in Europa, spesso in fuga da paesi violenti, carestie e povertà.

Alcune nazioni però sono rimaste in “buoni” rapporti anche con le ex colonie, come l’Angola che ha subito la dominazione portoghese: ora il paese è in pieno boom economico e molti portoghesi, che invece stanno vivendo una delle più forti crisi economiche, decidono di approdare in Africa.

Nel 2011 27mila portoghesi si sono trasferiti già legalmente per lavoro in Angola e nel 2012 sono attesi in 100mila: la crisi ha davvero cambiato il mondo.

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Gio 14/06/2012 da Lorena Cacace

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