Microspia rivela i piani di Don Verzè: il capo del San Raffaele aveva le cimici in ufficio

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Nuove indiscrezioni intorno al buco miliardario nel bilancio della struttura milanese del San Raffaele, Don Luigi Verzè, il gran capo dell’ospedale, aveva le microspie nel suo ufficio. E dunque dalle intercettazioni ambientali emergono le conversazioni con Nicolò Pollari, l’allora direttore dei servizi segreti militari (Sismi),le difficoltà politiche dell’amico comune Silvio Berlusconi, della scalata alla Bnl e dei controlli fatti su Stefano Ricucci a favore di Sergio Billè.
Dopo il suicidio di Mario Cal si arricchisce di una nuovo particolare, la querelle intorno al San Raffaele di Milano.
L‘indagine in corso dovrebbe essere un rivolo di quella sulla maga Ester Barbaglia per presunto riciclaggio del denaro del clan calabrese dei Morabito. La Barbaglia alla fine del 2004 aveva creato, nello studio di Enrico Chiodi Daelli, notaio storico del San Raffaele, una Fondazione con un patrimonio di 28 milioni destinato alla Fondazione Monte Tabor di don Verzè. È il nesso, probabilmente, alla base delle intercettazioni.
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Lun 28/11/2011 da Rosario Cirigliano











