Napoli, rifiuti tossici bruciati nel triangolo della morte [VIDEO]

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villa fornace napoli

Un’inchiesta del Corriere della Sera ha svelato cosa si nasconde dietro la questione dei rifiuti speciali e pericolosi nella zona del napoletano. I rifiuti tossici non vengono affatto smaltiti in maniera adeguata. Dietro alla questione si nascondono anche interessi della malavita organizzata, che portano ad uno smaltimento pericoloso per l’ambiente e per la salute delle persone. I rifiuti pericolosi vengono bruciati e la zona è interessata da numerosi roghi che si rivelano estremamente pericolosi.

Fa riflettere il fatto che la zona è chiamata il “triangolo della morte“. La criminalità organizzata continua indisturbata ad operare, sapendo che il rischio di essere punibili penalmente è molto basso. La situazione è veramente molto grave e a rischio c’è la sostenibilità ambientale del territorio.

Nelle campagne tra Afragola e Caivano, nella località chiamata Cinquevie, è stata effettuata una scoperta durante un sopralluogo effettuato da alcuni cittadini e da diverse associazioni. Una villa che era stata confiscata ad un boss della camorra è stata trasformata in un vero e proprio inceneritore con forno sempre attivo. Nella villa venivano effettuati di continuo roghi di ogni genere, durante il giorno, ma anche durante le ore notturne. L’aria nella zona era praticamente diventata irrespirabile e gli abitanti non potevano fare altro che chiudersi nelle loro case.

La villa si trova su un terreno che è stato confiscato alla camorra ed è vicina ad un campo Rom. A presidiare l’area c’era un gruppo di ragazzini e a conservare la struttura un muro che circonda tutta la villa.

La fornace era giorno e notte accesa, di continuo, e all’interno del forno venivano bruciati rifiuti di ogni tipologia, nella maggior parte dei casi provenienti da alcune aziende. Il risultato era una colonna di fumo intensa e sicuramente molto pericolosa.

Ma nessuno, fino a questo momento, se n’era accorto. Nella fornace venivano fusi quintali di rame, provenienti da furti nel territorio. E l’aria nelle province di Napoli e Caserta era irrespirabile.

I comitati, le associazioni e i cittadini hanno effettuato una vera e propria perlustrazione nel pomeriggio di mercoledì 25 luglio nella zona e hanno effettuato una denuncia alle autorità.

Il fenomeno dei roghi dei rifiuti era aumentato nel corso delle ultime settimane e di conseguenza la Regione Campania ha messo in atto un vero e proprio piano di sorveglianza.

Dopo la denuncia sono intervenute le forze dell’ordine. Polizia, carabinieri e vigili del fuoco sono arrivati nell’area della villa. I comitati fuochi hanno annunciato di avere intenzione di effettuare una querela contro 37 sindaci, il presidente della Regione e i presidenti delle province di Napoli e di Caserta.

Il parroco don Maurizio Patriciello, anch’egli sul luogo insieme ai comitati, ha detto: “Incredibile, una fabbrica della morte che fuma 24 ore al giorno. Sotto gli occhi di tutti, una vergogna“.

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Mar 31/07/2012 da Giorgio Rini

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Cesara 2 agosto 2012 11:57

Intanto è da capire se i Rom vicino al forno maledetto ci siano finiti per caso o magari si sono installati lì perchè la camorra ha fatto in modo di insediarceli, dando loro magari, il compito di bruciare tutto quanto di proibito si potesse far sparire. E’ il primo pensiero che ti viene in mente leggendo l’articolo. Il fatto stesso che sia stato scoperto che anche tanto rame veniva fuso lì, è chiaro che gli zingari potessero farne uso per proprio conto, quindi tutto programmato. Si potrebbe dedurre che agli zingari gli sia dato il permesso di sostare nelle vicinanze della villa confiscata e poi molto probabilmente con il compito di trasformarre la villa confiscata in un enorme forno e gestirlo per conto della camorra e a quanto pare, ha funzionato per un bel pò.

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Capaneo 2 agosto 2012 22:37

chissà come mai questo video non si vede più,ma si può solo sentire l’audio ,fra poco non si sentirà nemmeno più quello.. provvedete non censurate sempre…

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