‘Ndrangheta, arrestato il magistrato Vincenzo Giglio: “Aiutava le cosche”

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Il pm Ilda Boccassini ha disposto l'arresto del magistrato

Ad aiutare la ‘ndrangheta c’era anche il magistrato che in pubblico le aveva dichiarato guerra. Questa la tesi del pm milanese Ilda Boccassini (nella foto) che ha disposto l’arresto per il giudice Vincenzo Giglio, presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria. L’arresto è arrivato durante una maxi-operazione che ha assicurato alla giustizia altri esponenti della “zona grigia” della ‘ndrangheta, gli insospettabili professionisti che fiancheggiavano la criminalità organizzata. Tra loro anche un politico calabrese e un avvocato milanese.

Un arresto choc, quello di Vincenzo Giglio. “Nella nostra città noto gente stufa, che non vuole morire sotto il tacco del capobastone di turno. Mi pare che tante persone si siano rotte le palle di vivere una vita a metà e comincino a scorgere la bellezza di una vita per intero”: questo è uno dei tanti discorsi che avevano infiammato chi alla lotta alla ‘ndrangheta ci crede davvero. Secondo l’accusa, invece, il giudice con le cosche ci andava a braccetto, altro che combatterle. Per il presidente della Corte d’Assise, esponente della corrente di sinistra di Magistratura democratica e docente di diritto penale a Reggio Calabria, le accuse sono pesanti: corruzione e favoreggiamento personale di un esponente del clan Lampada, con l’aggravante di aver commesso i reati “al fine di agevolare le attività” della ‘ndrangheta.

Nel blitz sono stati arrestati anche Francesco Morelli, componente del Consiglio Regionale della Calabria appartenente alla lista “Pdl-Berlusconi per Scopelliti”, e l’avvocato milanese Vincenzo Minasi. Per loro l’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa.

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Mer 30/11/2011 da Francesco Minardi in ,

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