No Tav, manifestazione pacifica in Val Susa. Perino: “Scontentato chi voleva le botte”

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No Tav, manifestazione pacifica

Alla fine tutti hanno tirato un sospiro di sollievo, la manifestazione No Tav in Val di Susa è stata pacifica. Niente scontri, niente cariche e lacrimogeni dalla polizia, niente feriti. Solo il taglio simbolico della rete che delimitava la zona rossa a protezione del cantiere dove si dovrebbe realizzare la linea ferroviaria tanto contestata. Il corteo si è poi fermato al secondo sbarramento delle forze dell’ordine, senza che scoppiassero incidenti. Una ragazza inneggiante a Che Guevara, cesoie alla mano: “Alla fine ho capito che bisogna essere duri senza perdere la tenerezza”. La giornata potrebbe essere riassunta così.

Ventimila persone, secondo gli organizzatori, si sono ritrovate da ieri mattina a Giaglione. Lo striscione “Giù le mani dalla Val Susa“, sorretto dai sindaci della zona, ha aperto il corteo che ha avuto il momento simbolico nel taglio della rete. Poi tutti a casa. La guerriglia di Roma degli indignati non si è ripetuta, nonostante il timore della vigilia. Una decina i manifestanti fermati dalle forze dell’ordine che hanno controllato centinaia di persone e veicoli sin da giovedì.

Alberto Perino, uno dei leader No Tav, gongola: “Abbiamo scontentato quelli che volevano le botte, quelli che gufavano e che volevano che qualcuno si facesse male”, ha detto. Era stato lo stesso Perino a prevedere “qualcosa di brutto” alla manifestazione di ieri. “L’obiettivo è stato raggiunto, siamo soddisfatti, ma non finisce qui. La partita è lunga ma ce la faremo”, promette.

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Lun 24/10/2011 da Francesco Minardi in

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