Occupy Scampia, la polemica sul coprifuoco imposto dalla camorra

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Occupy Scampia è il nome del movimento sorto spontaneamente, a partire dai social network, contro un possibile coprifuoco imposto dalla camorra nella città campana. Tutto è iniziato con un tweet da parte della deputata del PD Pina Picierno, che ha posto l’attenzione su un articolo scritto su Il Mattino, in cui si parla di un vero e proprio coprifuoco che le organizzazioni criminali avrebbero imposto ai negozianti del quartiere di Napoli. “Facciamo capire a ‘ste bestie che quel territorio non e’ il loro? Chi c’è?! Forzaaaa. Occupiamo Scampia!“, scrive la deputata. E subito scoppia la polemica.

La mobilitazione in piazza

Su Twitter e su Facebook le notizie continuano a diffondersi e si parla fin da subito di una mobilitazione che dovrebbe culminare nella manifestazione di domani, venerdì 3 febbraio, chiamata proprio “OccupyScampia“, che si svolgerà in piazza Giovanni Paolo II alle 17. Le voci del possibile coprifuoco intanto si diffondo sempre di più e gli abitanti hanno paura per l’eventuale scoppio di una nuova faida nel quartiere.

L’obiettivo della manifestazione, della quale si parla anche con una pagina su Facebook, è quello di salvare il quartiere di Napoli, con iniziative a favore dei giovani e con l’intenzione di eliminare lo spaccio dalla zona. “Loro fanno chiudere i negozi, e noi occupiamo le strade!“, è la frase che circola su Facebook e che sta alla base dell’iniziativa organizzata per domani a Scampia. Nel frattempo però si continua a navigare nel mare delle ipotesi. Non c’è infatti la certezza della presenza di un coprifuoco imposto dalla camorra. Le forze dell’ordine infatti smentiscono tutto e cercano di rassicurare gli abitanti della zona.

Nonostante le rassicurazioni, la deputata del PD continua ad esprimere la sua preoccupazione: “Ma la piaga di una fetta importante della città di Napoli tolta ai napoletani onesti c’è sempre stata. E i volontari, proprio come i magistrati, questo lo sanno benissimo. La nuova faida degli scissionisti e la presenza della camorra nell’area Napoli Nord non ce la siamo inventata noi. La paura che si vive in quelle zone è reale, ed è per quello che ci siamo mossi“.

Una manifestazione popolare sorta con l’obiettivo di farsi sentire. Ma a cosa sarebbe dovuto il coprifuoco di cui si parla? Secondo l’inchiesta del Mattino i negozi avrebbero l’”obbligo” di chiudere al massimo alle 19:30 e i bar alle 22: “L’ordine è stato recapitato con un porta a porta. Le donne devono stare in casa. E limitare al massimo le uscite di giorno. Di notte mai. A dare retta a radio piazza il coprifuoco è stato imposto dal cartello Abbinante–Abate, che cerca di serrare le fila, dopo aver contato cinque morti ammazzati tra Scampia e Melito“. La partecipazione di un altro clan della camorra chiamato in aiuto per questa vicenda avrebbe portato i boss ad organizzare un vero e proprio coprifuoco per evitare la possibilità di fare vittime innocenti e richiamare l’attenzione di giornalisti e forze dell’ordine nel quartiere.

Già nel corso del mese di gennaio ci sono state delle vittime. Si tratta di Rosario Tripicchio, 31 anni, Raffaele Stanchi, 39 anni, Patrizio Serrao, 52 anni, Fortunato Scognamiglio, 28 anni. Ma se n’è parlato solo sulle pagine dei quotidiani locali. Si parla poco, secondo quanto dicono molti su Facebook, come un ragazzo che commenta: “Fa più notizia se il panettiere ti fa lo scontrino che fiumi di danaro della cocaina qui a Melito“.

La notizia è infondata?

Ma le polemiche non si placano. Il presidente della municipalità, Angelo Pisani, ha dichiarato: “Invito i giornalisti sul territorio per verificare l’infondatezza della notizia e comprendere il pericolo di tali affermazioni. Ogni sera, qualche volta anche molto tardi, circolo in moto o in auto per le strade di Scampia per far ritorno a casa e non mi sono mai reso conto di un coprifuoco in zona, né mi è mai accaduto nulla. Purtroppo la gente non affolla le strade per il freddo, la crisi economica e forse anche per paura di pericoli ma ciò avviene in tutti i quartieri di Napoli, non certo per ordine di qualcuno“.

I volontari del centro Mammut vedono nella manifestazione anche un pericolo: “E’ fatto noto che nell’area nord di Napoli ci sono giorni di tensione, dovuti ad un assestamento tra i poteri camorristici locali. Ma seminare panico e paura, diffondendo notizie infondate su “coprifuoco” e diktat della camorra, può servire solo ad “occupare” Scampia e Napoli con la paura che nasce dalla menzogna, seminando panico e false illusioni sulla forza della camorra stessa“.

I volontari del Mammut invitano piuttosto tutti a partecipare alla manifestazione del Carnevale di Gridas, che si svolgerà nella zona domenica 19 febbraio. Un buon modo per riprendersi le strade di Scampia, all’insegna di quella serenità che non dovrebbe mai mancare, ovunque.

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Gio 02/02/2012 da Giorgio Rini

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