Omicidio di Pippa Bacca: ridotta a 30 anni la pena per il suo omicida reo confesso

La Corte di Cassazione della Turchia ha confermato la condanna a 30 anni di carcere per Murat Karatash, l’omicida reo confesso di Pippa Bacca, l’artista milanese che fu violentata e uccisa nel 2008 in Turchia mentre faceva l’autostop. La notizia arriva dal quotidiano turco Milliyet: la Corte ha accolto così lo sconto di pena che era stato concesso a Karatash nel secondo grado del processo anche se l’uomo non si è mai pentito. Nel confermare la sentenza la Corte ha però criticato la decisione del tribunale di grado inferiore di diminuire la pena, sottolineando come non sia possibile modificare la sentenza finale se a svantaggio dell’imputato.
L’omicidio di Pippa Bacca, nome d’arte di Giuseppina Pasqualino di Marineo, torna così sulla ribalta dopo la conferma dello sconto di pena, mantenuto anche senza il pentimento dell’omicida reo confesso.
L’artista milanese fu uccisa nel 2008 a 33 anni nel corso di un viaggio in autostop in Turchia. Insieme all’amica Silvia Moro, la donna partì vestita da sposa per una performance artistica che avrebbe portato le due donne in Israele dopo un viaggio tra i Balcani e in Medio Oriente.
Il 31 marzo Pippa si separò dalla sua compagna di viaggio e proseguì da sola in autostop lungo le strade della Turchia.
Qui accettò il passaggio di Murat Karatash, dopo di che scomparve: il suo corpo fu trovato l’11 aprile senza vestiti e ricoperto da un po’ di terra e rami nei pressi di un’area disabitata vicino all’autostrada Istambul-Ankara.
Le indagini condussero a Karatash che alla fine confessò di aver stuprato e ucciso la donna: per lui la corte d’Assise di Kocaeli, in Turchia, territorialmente competente per il caso aveva emesso la condanna all’ergastolo il 25 giugno del 2009.
In una prima reazione, l’avvocato della famiglia aveva riferito che, dai calcoli degli anni di pena, Karatash avrebbe dovuto scontare non meno di 40 anni di carcere.
All’epoca la madre di Pippa Bacca, Elena Manzoni, sorella del celebra artista Piero, aveva espresso la sua soddisfazione per la pena. I successivi gradi di processo però hanno portato e confermato la riduzione della pena, anche se l’omicida non si è mai pentito.
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Sab 21/04/2012 da Lorena Cacace in Corte D'Appello




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