Rossella Urru libera, il riscatto ucciderà altre persone?
Rossella Urru è finalmente libera e, nonostante i tempi piuttosto lunghi che sono stati impiegati per risolvere la questione, possiamo dire che tutto si è risolto per il meglio, in quanto la cooperante italiana è riuscita a tornare a casa sana e salva. E’ questa comunque un’opinione comune, che un po’ tutti condividono, anche se spesso non si riflette abbastanza su alcuni aspetti della vicenda, che meriterebbero di essere approfonditi. In particolare ci riferiamo a quello del riscatto.
Abbiamo infatti appreso che per liberare Rossella Urru e gli altri due ostaggi sono stati dati in mano ai terroristi 30 milioni di dollari. Una cifra certamente considerevole, che adesso sarà impiegata per acquistare nuove armi e per progettare attentati e azioni di terrorismo.
Non deve sfuggire questo particolare, perché dobbiamo comunque considerare che è per lo meno una contraddizione pagare dei soldi per la libertà di una persona, sapendo che questi soldi sono destinati ad altre azioni criminali.
E’ un aspetto che non possiamo ignorare, perché in cambio della vita di una persona, rischiamo di mettere a rischio altre vite. E non si poteva fare di certo altrimenti.
Questa volta si è dovuto accettare per forza la logica della contraddizione e lo sa bene anche Rossella Urru, la quale è arrivata in Italia nella giornata di giovedì 19 e ha dichiarato che ha intenzione di ritornare in Africa.
Una dichiarazione di certo molto coraggiosa, che le fa onore. Ma forse a volte è meglio mettere da parte anche il coraggio, per lasciare spazio alla prudenza. E’ umano d’altronde essere prudenti, specialmente in casi come questi, in cui il terrorismo non lascia posto se non a delle contraddizioni.
Il terrorismo in effetti è contraddizione assoluta, in quanto si rivolge ad uccidere delle persone in cambio di una presunta libertà. Il problema è che il concetto di libertà viene relativizzato a seconda del punto di vista: i terroristi cercano la loro libertà, dimenticando che, per conquistarla, privano della libertà, se non della vita, altre persone.
In questa logica di contraddizioni stabilire il valore della libertà diventa davvero difficile, perché in realtà è assurdo dover quantificare qualcosa che di per sé non è quantificabile.
Eppure nel caso di Rossella Urru si è dovuto scendere a patti con questa logica: il fatto stesso di stabilire un riscatto, di decidere una cifra in cambio della liberazione della cooperante italiana, ha significato scendere a patti ed entrare nella logica abnorme che ci propone il terrorismo.
Tutto ciò ha significato mettere in discussione quei principi a cui molti si ispirano ogni giorno, portando avanti, con spirito di sacrificio, i valori universali intesi come patrimonio comune.
Quanto vale la libertà? Vale 30 milioni di dollari? I terroristi ci hanno costretto anche a questo, a quantificare in soldi la vita di una persona, perché nella loro logica il valore è quello rapportabile alla perpetuazione delle azioni terroristiche.
Un accanimento che non possiamo ignorare se veramente vogliamo stabilire quanto ci è costata questa libertà e quale sarà il prezzo che dovremo pagare anche in futuro per la lotta al terrorismo.
Basta tutto ciò a coltivare i sogni di chi crede nella libertà come valore universale?
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Ven 20/07/2012 da Giorgio Rini in Terrorismo Islamico, Vittime Terrorismo
non si dovrebbe permettere a questi esaltati di andare a fare cosa? e non cercare di liberarli dopo che hanno collaborato al proprio rapimento
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Ma queste cooperanti, ricordiamoci ancora delle due Simone anche loro sequetrate e rilascitate come la Urru, in realtà si fanno rapire loro d’accordo con la gente del posto per aiutarla, in un momento di eccessiva generosita? Questo ti viene in mente quando senti dire dalla Urru ritornerò in quei posti, come del resto lo dissero anche le due Simone.Viene il sospetto che veramente sono sequestri perchè sono loro che si fanno sequestrare. Tanto poi noi paghiamo? Vediamo di capirci meglio su questi sequestri e cerchiamo a questo punto di non mandarci più nessuno dei nostri in aiuto a quella gente. Non è possibile che una persona sequestrata da barbari desideri poi ritornare sul luogo del misfatto.
imone nche loro sequestrate e tornate in Italia come la Urrù ma in realtà non è che queste stronzette si fanno rapire d’aqccordo con quella gente in 8un momento di eccessiva generosità da parte loro? Ovvero si fanno sto discorso: Rapitemi cosi poi chiedete i soldi che svi servono,
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