Sarah Scazzi processo, la testimone: “La fecero perfino vomitare”

Maria Rosaria Carrozzo, una testimone nel processo per l’omicidio di Sarah Scazzi, ha raccontato di aver sentito una dichiarazione da parte di Maria De Santis, la moglie di Salvatore Misseri, fratello di Michele. Maria avrebbe detto a Maria Rosaria che qualcuno aveva fatto vomitare Sarah: “Mi disse di aver sentito che quella povera ragazza l’avevano fatta pure vomitare, ma non chiesi a che cosa si riferisse e non detti alcun peso a quelle parole“. La testimone ha parlato anche della possibilità che il fioraio Giovanni Buccolieri fosse un testimone.
Anche Giancarlo Greco, un altro testimone ascoltato, ha parlato del fioraio Buccolieri e della ritrattazione sulla possibilità che Cosima avesse strattonato Sarah per farla entrare in auto: “Giovanni Buccolieri disse anche a me di aver sognato Cosima Serrano che strattonava con forza Sarah Scazzi per farla entrare nella sua auto. Si parlò tanto di questa storia che a un certo momento appariva confuso e anche lui sembrava non riuscisse a distinguere se si trattava di sogno o realtà“.
9 maggio – la supertestimone incastra Sabrina Misseri
Continua il processo per l’omicidio di Sarah Scazzi con la testimonianza di Anna Pisanò, ex amica di Sabrina Misseri. Dalle sue parole emerge un quadro fosco e alcuni dettagli potrebbero rivelarsi decisivi per la condanna della ragazza e della madre Cosima Serrano. La Pisanò infatti era a casa Misseri la mattina della scomparsa di Sarah per un trattamento estetico, come le capitava spesso di fare. La teste ha dichiarato di aver visto Sarah molto triste, ma che Sabrina le avrebbe detto di lasciarla in pace. “Sabrina guardava praticamente sempre Sarah quella mattina, a me sembrava che volesse farle capire di non parlare. Andai via dopo 15-20 minuti“, ha dichiarato.
Secondo l’amica, ormai ex visto che è diventata una teste chiave per l’accusa, Sabrina non mostrò mai “vera sofferenza” per quanto capitato alla cugina.
A questo proposito ha ricordato come due giorni dopo la scomparsa di Sarah la figlia maggiore della Pisanò, Vanessa, avrebbe chiamato Sabrina perché le era sembrato di sentire dei lamenti in una zona di campagna. “Sono in birreria per dimenticare“, fu la risposta che ricevette.
Non solo. Vanessa ha rivelato alla mamma alcuni particolari di quello che “le aveva detto una persona“: Cosima Serrano che insegue con la macchina Sarah, la prende per i capelli e la fa salire in auto.
Davanti a quelle parole la Pisanò fece delle indagini perché la figlia non voleva dirle da chi lo avesse saputo e scoprì che si trattava di Giovanni Buccolieri, il fiorista da cui la figlia Vanessa lavora, e che raccontò la stessa cosa agli inquirenti, salvo poi ritrattare tutto come un sogno.
Buccolieri ora deve rispondere del reato di false dichiarazioni al pm, ma ci sono altre rivelazioni della testimone che potrebbero inchiodare Sabrina e Cosima.
La sera del sei ottobre, quando il padre Michele Misseri confessò il delitto, la donna vide Sabrina sotto casa che le disse :”L’hanno incastrato, l’hanno incastrato. Anche io dopo sette ore sotto torchio avrei detto di averla uccisa e dove l’ho messa, dopo sette ore ti viene quella cosa di dire la verità e farla finita, ma non l’ho fatto“. “Si mise a piangere“, ha concluso la Pisanò.
La Pisanò ha poi spiegato di avere avuto contatti con la famiglia Misseri anche dopo l’arresto di Sabrina, fino a fine ottobre. “Ho dei messaggi che conservo ancora in un cellulare che ho riposto in un cassetto e ho portato con me“, ha dichiarato la donna che ha dato la suasua disponibilità a consegnare il telefonino alla Corte d’assise.
17 aprile 2012 – Sarah Scazzi processo, nove testimoni in aula: “Misseri fece avances a Dora Serrano”
Dodicesima udienza alla Corte d’Assise di Taranto per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avretana uccisa e poi gettata in un pozzo il 26 agosto 2010. Per la sua morte sono accusate la cucina e la zia, Sabrina Misseri e Cosima Serrano, già in carcere, mentre lo zio Michele Misseri, che confessò il delitto per poi ritrattare in una girandola di versioni, è accusato di soppressione di cadavere. Davanti alla Corte sono sfilati nove testimoni chiamati dal pm Mariano Buccoliero.
Nel corso dell’udienza hanno parlato Rita Di Noi, il marito Vito Palmisano e l’avvocato Anna Rita Panzuto, riferendosi a un incontro avvenuto in casa di quest’ultima il giorno della scomparsa di Sarah.
Palmisano ha dichiarato di aver visto una station wagon di vecchio tipo color vinaccio andare verso il mare ad alta velocità, passando due volte in poco meno di cinque minuti.
Nella sua deposizione il teste, ha raccontando di aver visto il conducente girarsi verso di lui. “Aveva un viso abbastanza rotondo con un ciuffo di capelli e indossava un girocollo blu“, ha detto Palmisano che ha riconosciuto nella foto una Fiat Marengo, simile a quella di Cosimo Cosma (nipote di Michele Misseri), accusato come lo zio di soppressione di cadavere.
In aula ha testimoniato anche Maurizio Misseri, figlio di Carmine, anche lui accusato di soppressione di cadavere. Dopo l’arresto di Sabrina la sorella Valentina andò da lui per chiedere di cambiare l’avvocato di Michele Misseri, assegnato d’ufficio.
“Indicò l’avvocato Mongelli, che scrisse il testo del telegramma da mandare in carcere” cosa che poi il nipote fece di persona. Maurizio Misseri ha poi dichiarato di aver saputo cosa fosse successo a Sarah il 26 agosto, al rientro a casa dal lavoro dopo aver telefonato verso le 21.40 allo zio Michele con il cellulare del padre Carmine.
Ha parlato anche Pancrazio Spinelli, marito di Dora Serrano, la sorella di Cosima e Concetta che rivelò di aver subito delle molestie sessuali da parte di Michele Misseri da ragazzina.
Il marito della donna ha confermato il fatto e ha raccontato che quando seppero delle “attenzioni sessuali” di cui Sarah sarebbe stata vittima da parte dello zio, andarono a casa di Cosima per raccontare quanto accaduto a Dora Serrano da ragazza.
10 aprile 2012 – A rischio le perizie dei Ros sui telefoniniLa difesa di Cosima Serrano e di Sabrina Misseri ha deciso di servirsi dell’articolo 360 del codice di procedura penale, per rendere non validi gli accertamenti tecnici effettuati dai Ros sulla geolocalizzazione di madre e figlia nel giorno del delitto di Sarah Scazzi.
A cura di Giorgio Rini
Verranno infatti sollevati dei dubbi sui rilievi tecnici compiuti dai carabinieri. Gli avvocati hanno intenzione di utilizzare a loro favore ciò che è preso in considerazione dagli articoli 359 e 360 del codice penale, i quali dispongono che l’ufficio del Pubblico Ministero è obbligato ad avvisare la persona indagata, la persona offesa dal reato e i difensori, in modo che questi possano nominare dei consulenti tecnici di parte.
Questi ultimi, secondo le disposizioni di legge, possono partecipare agli accertamenti. La difesa afferma che tutto ciò non è stato rispettato. Se la Corte d’Assise accetterà la richiesta della difesa, potrebbe cambiare il corso del processo, perché l’accusa stabilisce che la donna si sarebbe trovata nel garage per ripulire le tracce lasciate sulla scena del delitto.
Cosima Serrano si trovava nello scantinato
A cura di Giorgio Rini
Sarah Scazzi il 26 agosto 2010 si trovava nello scantinato della casa dei Misseri. Questa è una notizia già risaputa, ma confermata nel corso dell’ultima udienza del processo che si è svolta nella giornata di ieri, 27 marzo. Secondo altri riscontri però ci sarebbe un’altra conferma molto importante, che contribuirebbe anche alla ricostruzione della vicenda. Si tratta della possibilità che Cosima Serrano si trovasse nello scantinato in un orario poco distante da quello della presenza di Sarah.
La difesa dei Misseri ha chiesto l’acquisizione della documentazione medica relativa al periodo in cui Michele è stato in carcere, ma al momento non è stata data risposta a questa richiesta.
Inoltre da quanto è emerso dalle indagini, sembrerebbe che la telefonata fatta da Sabrina Misseri a Sarah sia stata effettuata solo per depistare le indagini, dal momento che Sabrina sapeva che Sarah si trovava nello scantinato della sua casa.
Emma Serrano: “Michele molestò mia sorella a 15 anni”
Nuova udienza al processo per Sarah Scazzi. Sul banco dei testimoni c’è Emma Serrano, sorella di Concetta e Cosima Serrano, mamma e zia della ragazza di cui quest’ultima in carcere insieme alla figlia Sabrina Misseri. Secondo la testimonianza Michele Misseri avrebbe molestato un’altra sorella, Dora, quando aveva 15 anni, circa 25 anni fa. La testimone ha poi parlato di alcuni dettagli del giorno della scomparsa di Sarah, in particolare di un pezzo di corda prima gettato e poi ritrovato dai carabinieri.
Secondo Emma Serrano “Sarah non sarebbe mai scesa nel garage, neanche accompagnata“. La zia vide la nipote due volte il giorno della scomparsa, la prima quando andò da lei a portarle dei soldi e la seconda mentre tornava a casa. Ad avvisarla della scomparsa furono Sabrina e la sua amica Mariangela, insieme alla sorella di quest’ultima, all’epoca minorenne.
Poi il racconto di quel pezzo di corda tenuto in bocca da un cane randagio di cui Sarah si prendeva cura e che fu visto gironzolare davanti al garage dei Misseri quel giorno. Una cosa strana, ma quel pezzo di corda fu prima gettato e poi trovato dai carabinieri durante le indagini.
Emma Serrrano, che ammette di non aver più rapporti con Concetta per volontà della sorella e di andare regolarmente in carcere da Cosima, poi racconta di esser venuta a sapere che Michele Misseri aveva violentato una persona a lei vicina quando questa aveva 15 anni.
La rivelazione sulle presunte molestie sessuali arriva nel corso dell’esame della teste da parte dell’avvocato della famiglia Scazzi, Nicodemo Gentile che ha poi chiesto, come il pm Mariano Buccoliero, altri elementi.
Su richiamo del presidente della Corte di Assise, Rina Trunfio, Emma Serrano ha dichiarato che fu la sorella Dora a subire violenze da parte di Michele e che lei stessa lo scoprì solo a gennaio del 2011. Una rivelazione che potrebbe andare a favore del presunto movente sessuale, tra le due tesi avanzate dalla difesa di Cosima Serrano e Sabrina Misseri.
- Introduzione
- Il testimone: "Vidi l'Opel Astra di Cosima Serrano e un furgone blu" [foto e video]
- La testimone: “Sabrina era molto preoccupata”
- Parla il fratello Claudio: "Tra Sabrina e Ivano un rapporto anomalo"
- Mostrate due foto con Ivano a torso nudo e Sabrina
- Terza udienza: la testimonianza di Ivano Russo
- La seconda udienza: no alla riesumazione del cadavere di Sarah
- La diretta della prima giornata del processo Sarah Scazzi
- Il Comune di Avetrana si costituisce parte civile
- I dettagli della prima udienza del processo
Mer 16/05/2012 da Lorena Cacace in Cosima Serrano






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