Sparatoria Milano, troppa cocaina nella movida meneghina
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Dopo la sparatoria a Milano in via Muratori, tutto lascia presupporre che a Milano sia avvenuto una sorta di regolamento di conti che interessa il mondo della cocaina. La vicenda si lega anche all’ambito della movida milanese. Sia Massimiliano Spelta che Carolina erano assidui frequentatori delle discoteche. I due sognavano comunque di lasciare la città e di ritornare a Santo Domingo. Per realizzare il loro sogno avevano bisogno di soldi. Sono questi i sospetti degli investigatori, che pensano ad un giro di cocaina da spacciare a Milano.
A questo fa pensare anche lo stile di vita che Max e Carolina conducevano. Sulla questione vengono effettuati molti controlli, per cercare di limitare il traffico di droga, portata dai latino americani. Ogni tanto però qualcuno riesce a sfuggire ai controlli.
Probabilmente anche i due conviventi rientravano in questo traffico di cocaina e una traccia è rappresentata dai 47 grammi di droga trovati nella loro casa. Il dubbio è se la cocaina venisse usata a livello personale o fosse destinata allo spaccio.
Intanto gli inquirenti continuano ad indagare. Sulla sparatoria a Milano hanno a disposizione molte immagini catturate dalle telecamere in via Muratori. I vari filmati si potranno rivelare utili per capire quando Massimiliano Spelta e Carolina siano stati raggiunti dai killer e per quanto tempo siano stati seguiti prima che cominciasse la sparatoria. I filmati in sostanza aiuteranno a saperne di più su questo misterioso delitto.
Inoltre gli investigatori stanno esaminando il traffico telefonico della coppia, tenendo conto anche della rubrica telefonica del cellulare. Sul caso è intervenuto anche il capo della Squadra Mobile Alessandro Giuliano.
Secondo quest’ultimo per l’omicidio è stata usata una sola pistola. Dubbi a questo proposito erano venuti fuori in seguito all’autopsia compiuta sui corpi. Intanto continuano gli accertamenti patrimoniali.
Suscita commozione il fatto che nella vicenda sia stata coinvolta anche la bambina di 15 mesi, figlia di Max e Carolina, che è rimasta illesa.
Genny Cecilia Ortiz Diaz, la mamma di Carolina Payano, ha dichiarato che vorrebbe avere con sé la nipotina. La donna ha ricordato come nell’ultimo mese avesse chiamato varie volte la figlia, senza riuscire a parlare con lei. Stando alle parole di Genny, Carolina aveva intenzione di ritornare a Santo Domingo. Carolina a Milano si sentiva da sola e provava una grande nostalgia per il suo Paese. Riguardo a Massimiliano Spelta, la donna ha affermato che si trattava di una brava persona e inoltre ha sottolineato come i due si volessero un grande bene.
Appresa la notizia della morte della figlia, inizialmente Genny ha pensato ad uno scherzo. Genny ha ricordato come, nonostante l’estrema povertà della sua famiglia, fossero tutti uniti. Oggi, 13 settembre, verrà eseguita l’autopsia sulla salma di Carolina. Per il momento la nipotina rimane affidata alla sorella di Max, Cristina.
Gli inquirenti stanno prendendo in considerazione la vita privata di Massimiliano Spelta e della giovane convivente. Nell’appartamento dei due non si sono trovate tracce di buste paga e di moduli per il commercialista. Lo scorso 26 gennaio era stata dismessa la ditta che produceva cosmetici e integratori alimentari e l’imprenditore era restato senza lavoro. Il suo conto corrente non era molto sostanzioso, eppure Massimiliano Spelta e Carolina, anche lei senza un’attività, spendevano molto.
Spendevano in locali e soprattutto in ripetuti viaggi a Santo Domingo. Gli inquirenti hanno scoperto che Max era stato sull’isola l’ultima settimana di agosto. Qui aveva affittato un elegante bilocale, nel quale riceveva diversi amici, quasi tutti italiani.
Inoltre si scoprono alcuni particolari inquietanti, come delle frasi pubblicate dalla donna su Facebook, del tipo “Voglio tornare al mio Paese e dimenticarmi di questa gente del diavolo” o “mi sono rotta, non ce la faccio più“. Il killer era sicuramente un professionista, secondo quanto è stato ricostruito dagli inquirenti.
E gli stessi inquirenti hanno scoperto la presenza di un involucro con 47 grammi di droga in un cassetto della stanza da letto dei due, nella loro abitazione di via Mecenate. L’ipotesi quindi è che l’omicidio dei due possa essere ricondotto ad un giro di droga o alla criminalità organizzata, ma intanto gli inquirenti non escludono altre piste.
La droga era stata trovata e sequestrata subito dopo il delitto e nella mattinata dell’11 settembre è arrivata la conferma che si trattasse di cocaina. Arrivano anche i dettagli sulla sparatoria: la prima a essere colpita è stata la donna, originaria di Santo Domingo, dove la coppia si era sposata nel 2011. Secondo alcuni testimoni, Spelta è scappato verso Porta Romana dopo aver visto l’assassino: per lui i colpi di pistola dovrebbero essere cinque.
Gli inquirenti hanno stabilito che la prima vittima dei killer è stata la moglie di Spelta, particolare però che non porta a pensare a lei come obiettivo principale: potrebbe essere stata una scelta dettata dal caso. Al vaglio degli inquirenti anche i filmati delle telecamere di sicurezza, anche se per ora non sono stati trovati dettagli utili. Nei pressi della zona dell’agguato, tra il civico 3 e 5 di via Muratori, è stata trovata anche l’auto delle vittime, una Bmw 320 verde.
Nel frattempo in città è esplosa la polemica politica con Pdl e Lega all’attacco della giunta Pisapia, colpevole di non pensare alla sicurezza. Immediata la risposta dell’assessore alla Sicurezza, Marco Granelli, che a nome del sindaco Giuliano Pisapia e della giunta, ha inviato una lettera al prefetto Gian Valerio Lombardi per convocare il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Anche lo stesso sindaco meneghino ha dichiarato dal Medio Oriente, dove si trova in visita, di aver chiesto un incontro con il questore Alessandro Marangoni per giovedì 13 settembre.
A Milano comunque non è tornata la tranquillità dopo l’episodio dell’omicidio in via Muratori. Nel giro di 24 ore dall’omicidio di Spelta e della compagna, si sono sentiti altri colpi di pistola in via Giacosa, a poca distanza da via Padova. Tutto è avvenuto in poco tempo, in pieno giorno e in una zona molto affollata. Nessuno è rimasto ferito. Secondo quanto hanno riferito alcuni testimoni, intorno alle 15 dell’11 settembre tre persone sono scese da un’Audi A2 e hanno sparato contro il conducente di una Ford Focus, che è riuscito a scappare verso piazzale Loreto ed è rimasto illeso.
Due episodi che non possono non farci pensare ad un altro mistero irrisolto della cronaca degli ultimi 20 anni. Ci riferiamo all’omicidio Klinger avvenuto 20 anni fa proprio con una sparatoria in via Muratori a Milano.
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- Troppa cocaina nella movida meneghina
- Lo spettro della 'ndrangheta dietro il duplice omicidio?
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Mer 19/09/2012 da Giorgio Rini in Feriti, Morte







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