Strage di Denver: il killer dice di non ricordare nulla

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Dice di non ricordare niente James Holmes, presunto killer di Denver, che è stato già ribattezzato con il nome di “Joker“, il cattivo di Batman. Il giovane avrebbe deciso di giocare la carta della totale amnesia, almeno secondo quanto dicono le ultime testimonianze. Holmes infatti negli ultimi giorni, nella prigione in cui si trova, ha detto di non sapere il motivo per il quale si trova in carcere. Il ragazzo, che secondo il personale della prigione è un detenuto abbastanza difficile, ha infatti fatto delle domande che fanno pensare proprio a questo.
Holmes ha chiesto “Perché sono qui?” alle guardie e inoltre, fanno sapere proprio dal carcere, avrebbe lamentato dei dolori alla pancia causati dal cibo, che non sembra essere di suo gradimento.
Dove ha preso James Holmes i soldi per comprare l’arsenale utilizzato per la strage di Denver? E quanto è costato tutto il materiale acquistato? Le indagini si concentrano anche su questi aspetti, visto che si sospetta che il killer abbia utilizzato parte della borsa di studio di 26.000 dollari per acquistare i mezzi per effettuare la strage. C’è chi ipotizza un costo totale di 15.000 dollari per armi e munizioni, ma il materiale sequestrato dalle forze dell’ordine parla di una spesa, effettuata anche con ordinazioni su internet, che potrebbe anche essere stata al di sotto dei 7.000 dollari.
Le armi sequestrate e le ricevute degli acquisti parlano di un fucile d’assalto Ar-15 (1.146 dollari), un fucile a pompa (700 dollari), 2 Pistole Glock (650 dollari l’una), 3000 proiettili per Ar (1000 dollari), 3000 proiettili per pistola (1200 dollari), 350 proiettili per fucile a pompa (200 dollari), elmetto tattico (136 dollari), gas lacrimogeno (36 dollari), maschera anti gas (100 dollari), corpetto tattico (107 dollari), guanti tattici (36 dollari), giubbotto anti-proiettile (979 dollari), porta caricatori triplo per pistola (52.99 dollari), porta caricatori triplo per fucile (52.99 dollari), pugnale (77.99 dollari).
James Holmes, visibilmente emozionato e abbastanza stravolto, è comparso qualche giorno fa di fronte alla Corte del Colorado. Seduto al banco dei giurati, con i capelli tinti di arancione, ha partecipato alla prima udienza di un percorso giudiziario che sicuramente sarà abbastanza lungo. Il killer della strage di Denver fino a questo momento non ha mai voluto collaborare con le autorità e si è mostrato anche senza rimorso per quanto ha causato durante la prima di Batman. L’accusa sarà formalizzata lunedì 30 luglio e potrebbe anche puntare sulla pena di morte.
La difesa proverà a sostenere la tesi dell’infermità mentale. Intanto, secondo i media americani, Holmes aveva assunto una sostanza chimica prima di effettuare la strage nel cinema. Si tratterebbe del Vicodin, un antidolorofico, e sarebbe stato lo stesso Holmes a dirlo agli agenti che lo hanno arrestato.
Il Vicodin era stato assunto, tra le altre sostanze, dall’attore Heath Ledger, che aveva impersonato Joker in un film della saga di Batman, morto nel 2008 per overdose di farmaci.
James Holmes, di 24 anni, ha sparato sulla folla di spettatori che stavano assistendo all’ultimo spettacolo di mezzanotte e mezza, durante la prima di “Batman” a Denver, in Colorado, causando la morte di 14 persone e il ferimento di almeno 50. Tra le vittime ci sono stati anche dei bambini. Tutto è successo davanti al 16th Century Movie Theater, cinema ad Aurora, sobborgo alla periferia della città, dove si stava proiettando l’ultimo episodio della saga del supereroe “Il Cavaliere Oscuro- Il Ritorno”. Il killer era mascherato come Bane, il cattivo dell’ultima pellicola della saga. L’assassino avrebbe fatto esplodere del gas lacrimogeno, iniziando poi a sparare sulla gente. La polizia ha subito fermato il killer, trovato armato di due pistole e un fucile, che non ha opposto resistenza all’arresto.
Dieci persone sono morte sul colpo, mentre altre quattro sono decedute in ospedale. Non è stata ancora rivelata l’identità dei morti, ma arrivano conferme sulla presenza di bambini tra le vittime, anche perché il più piccolo dei feriti ha solo sei anni.
Un medico del Denver Heath, Stephen Wolf, ha riferito di aver ricevuto otto pazienti con ferite da armi da fuoco; molti altri vengono curati per intossicazione da lacrimogeni.
Sono molti i testimoni che hanno assistito alla strage: il killer è entrato nel cinema 20 minuti dopo l’inizio del film. Vestito di nero, con giubbotto antiproiettile, casco, occhiali scuri e maschera anti-gas, ha lanciato prima il gas, iniziando a sparare in mezzo alla folla.
Dalle prime indiscrezioni si pensa che avesse altre armi nascoste in platea, oltre alle due pistole e il fucile che gli agenti gli hanno trovato addosso.
Vestito come Bane, “Flagello” in italiano, non ha opposto resistenza all’arresto ed è stato subito interrogato. Avrebbe confessato di avere altro materiale esplosivo in casa: dopo la perquisizione della sua abitazione sono stati trovati altri esplosivi e il residence è stato evacuato per precauzione.
Non ci sarebbero legami con il terrorismo, anche se l’Fbi sta valutando se alzare il livello di allarme della sicurezza nazionale.
Intanto anche il presidente Barack Obama è stato informato della tragedia, avvenuta poco distante da Columbine, altro sobborgo di Denver dove 13 anni fa due adolescenti spararono contro degli studenti di un college, uccidendone 13.
“Sono scioccato e rattristato per una sparatoria tragica e atroce“, si legge nella nota emessa dalla Casa Bianca. “Metteremo il massimo impegno per portare davanti alla giustizia chiunque sia il responsabile dell’accaduto, per garantire la sicurezza alla nostra gente e per prenderci cura di chi è rimasto ferito. Come facciamo sempre nei momenti difficili e bui, dobbiamo restare uniti come fossimo una sola famiglia americana”, si legge nel comunicato.
Obama ha assicurato poi che “tutta l’amministrazione è impegnata ad assicurare i responsabili alla giustizia e a garantire la sicurezza di tutti“.
Un atto di estrema violenza quello che è stato commesso dal giovane killer, che qualche anno fa si mostrava come un ragazzo intelligente, interessato alla scienza e abbastanza timido. Lo possiamo vedere in un video proposto in esclusiva dall’emittente americana Abc.
Il filmato si riferisce ad un fatto accaduto sei anni fa, quando James Holmes, responsabile della sparatoria, aveva ancora 18 anni. Il giovane si trovava al Miramar College di San Diego e teneva un discorso da aspirante scienziato.
Impacciato e visibilmente imbarazzato dalla presenza di molta gente davanti a lui, Holmes spiegava di aver lavorato nel corso dell’estate sul concetto di illusione temporale, “che permette di cambiare il passato“.
Holmes spiegava ai suoi colleghi, suoi coetanei, le caratteristiche delle illusioni temporali, con timidezza e nervosismo.
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Ven 27/07/2012 da Lorena Cacace







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