Terremoto in Emilia: come funziona lo stoccaggio del gas nella regione

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Dopo il terremoto in Emilia si è parlato spesso dello stoccaggio del gas naturale nella regione interessata dai tragici eventi sismici. Ma come funziona realmente lo stoccaggio del gas nelle aree interessante dal terremoto? Cosa c’è di vero in tutte le affermazioni che sono state fatte nel corso delle passate settimane? Per iniziare a descrivere tutto nello specifico si deve parlare in particolare della tecnica del fracking, un metodo recente che consiste nell’estrarre il gas naturale senza spingerlo all’esterno, a partire dagli scisti bituminosi.

Questa tecnica non potrebbe essere utilizzata ovunque, ma solo in alcune aree dell’Europa, soprattutto in Francia e nel Baltico. La Pianura Padana e l’Adriatico sono territori ricchi di gas naturale, una fonte energetica molto utilizzata nel nostro Paese.

La prima estrazione di gas naturale è stata effettuata nel nostro Paese a Podenzano, località nei pressi di Piacenza, nel 1938. Le riserve di gas naturale, nel corso del tempo, sono state trasformate dall’Eni in stoccaggi, dal momento che si sono scoperti sempre nuovi giacimenti durante gli anni.

Gli stoccaggi sono indispensabili per l’Italia, dal momento che permettono di avere sempre a disposizione una riserva per l’approvvigionamento e di acquistare gas d’estate ad un prezzo basso e di rivenderlo ad un costo maggiore nel corso della stagione invernale.

Ma cosa c’entra il terremoto in Emilia con lo stoccaggio del gas? A Minerbio, a pochi chilometri da Finale Emilia, è presente il centro del sistema del gas in Italia, la convergenza della rete dei gasdotti e degli stoccaggi, e sotto questa zona è presente il sito di stoccaggio più grande del Paese.

La società Ers aveva preso in considerazione anche il sito di Rivara, nella zona di San Felice sul Panaro, per la costruzione di un sito di stoccaggio del gas. Proprio per questo progetto la Regione Emilia Romagna aveva dato parere negativo sul decreto del ministero per l’avvio degli accertamenti da effettuare per la realizzazione del sito.

Ma Ers aveva deciso di procedere comunque con gli accertamenti, visto che aveva ricevuto una Valutazione d’impatto ambientale positiva. In realtà gli accertamenti non sono mai iniziati, perché nel frattempo è arrivato il terremoto. Ma proprio da questa vicenda sono nate delle ipotesi che si sono rivelate false. Qualcuno parlava infatti di un possibile terremoto causato dall’utilizzo di nascosto della tecnica del fracking da parte dell’Ers per le trivellazioni. Trivellazioni che però non sono mai iniziate.

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Ven 08/06/2012 da Giorgio Rini

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