Uccide la ex fidanzata per una colazione: la condanna dall’UK per il minore del Galles

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joshua davies rebecca aylward

Era il 23 ottobre dello scorso anno quando Joshua Davies con un sasso metteva fine alla vita della quindicenne sua ex Rebecca Aylward. La piccola cittadina nel Galles (UK) teatro del crimine è Aberkenfig nella contea di Bridgend, quest’ultima nota per le alte posizioni nella statistica dei giovani morti suicidi, la cui comunità rimase turbata dall’assurdità di questo delitto. Il giovane è stato condannato per omicidio, ma il giudice non si è ancora espresso circa la durata della sua reclusione. Si attendono i referti dei periti psichiatrici e non si esclude la possibilità dell’ergastolo.

Joshua rischia anche la premeditazione, aveva riempito la bacheca del suo profilo nel social network facebook di strategie e piani per far fuori la ragazzina, come buttarla giù da un dirupo o farle assumere una overdose di digitale purpurea (che aveva in effetti acquistato) per provocarle un blocco cardiaco.

Il cinismo dei suoi amici coetanei e l’incalzare delle loro provocazioni nel mondo sia reale che virtuale, in cui la violenza dei bulli pare avere molti stimoli e maggiori manifestazioni, hanno montato ancora di più il rancore che l’assassino nutriva verso la vittima, che lo aveva lasciato perchè non solo era spaccone, quanto piuttosto geloso e opprimente. Una ossessione maschile che sfocia troppo spesso a danno di donne un tempo amate.

All’ennesima promessa di morte per Rebecca, qualche suo amico ha voluto alzare il tiro e forse per scherzo gli ha proposto una orrenda scommessa, magari senza credere fino in fondo che potesse essere presa sul serio: una colazione gratis in cambio della morte di Becca (come la chiamavano gli amici).

Quello che è successo in quel bosco dove è stato ritrovato il corpo riverso della giovane ragazza è ormai agli atti. Il Davis si è avventato sulla vittima con l’intento di spezzarle l’osso del collo, ma non riuscendovi ha preso da terra un grosso sasso (gli agenti usavano entrambe le mani per movimentare l’arma del delitto durante le deposizioni a processo, proprio perchè pesantissimo) e ha infierito sulla nuca della quindicenne per ben sei volte.

Tornato a casa ha cominciato a cercare di costruirsi un alibi credibile e senza scomporsi ha proseguito la sua giornata normalmente. Sono stati gli amici a portare la polizia l’indomani sul luogo del delitto, lo conoscevano perchè ce li aveva portati Joshua stesso per rendergli la prova della scommessa vinta e quindi avanzare il premio.

Nelle udienze del processo ha dichiarato a sua difesa di non essere stato lui a uccidere la sua ex, ma di essere arrivato successivamente nel posto, e ha accusato un altro giovane di essere effettivamente il killer.

Alla lettura della sentenza l’assassino è rimasto imperturbabile e l’unica cosa che lo ha fatto scoppiare in lacrime è stata la decisione del tribunale di rendere pubblico il suo nome. Il giudice ora aspetta gli esami psichiatrici per stabilire la pena definitiva, il sedicenne rischia l’ergastolo.

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Ven 29/07/2011 da Kati Irrente in ,

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