Valanga sul Monte Bianco, i supestiti: “Abbiamo dovuto abbandonare i nostri compagni”

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Francia, valanga sul Monte Bianco

Hanno raccontato la loro drammatica esperienza alcuni degli alpinisti sopravvissuti alla valanga sul Monte Bianco. Raoul, amico di Josè e Joanna, morti a 4.300 metri di quota, ha raccontato che tutti insieme sono saliti al rifugio del Gouter. Da lì la mattina successiva si sono diretti verso la vetta. Il tempo non lasciava presagire niente di buono e la visibilità era molto ridotta a causa delle nuvole basse. Si sono fermati presso la capanna Vallot, ultimo riparo prima della cima. Qui sono arrivati altri quattro alpinisti polacchi e tutti insieme sono rimasti lì, perché impediti nel loro percorso dalla tempesta.

La mattina dopo hanno deciso di scendere al rifugio. Fuori c’era la bufera e faceva molto freddo. C’era una temperatura percepita di circa -30 gradi. L’ultimo contatto con gli altri alpinisti è stato alle 8:30 attraverso l’invio di un sms. Gli alpinisti hanno dovuto lasciare i loro compagni lassù.

Il bilancio della tragedia sul Monte Bianco avvenuta giovedì mattina è di 9 morti e di 11 feriti. Sono salvi invece i 4 dispersi (due tedeschi e due britannici). Questi sono gli ultimi dati emessi dalla Gerdarmerie francese che ha precisato anche il luogo del fatto, il Mont Maudit. Emergono i dettagli su come sia avvenuta la tragedia: il gruppo era composto da francesi, svizzeri, spagnoli, tedeschi e serbi ed erano impegnati in una scalata, divisi in cordate. A dare l’allarme giovedì mattina, verso le 5:25, uno dei feriti: il gruppo è stato centrato da una valanga, definita dalle autorità locali come “la più letale degli ultimi anni” sul versante francese. Le vittime sono tre britannici, tre tedeschi, due spagnoli e uno svizzero..

La Gendarmeria ha spiegato che le quattro persone disperse in realtà non facevano parte della cordata coinvolta nella valanga. Due di loro hanno annullato la loro partecipazione alla spedizione, mentre gli altri due avevano deciso di percorrere un’altra strada.

La tragedia è avvenuta su un percorso molto frequentato che conduce al Monte Bianco. Immediatamente sul posto sono giunti vari mezzi di soccorso per aiutare le persone coinvolte.

L’incidente va ad allungare la triste lista delle vittime del Mont Maudit, la terza vetta più alta del massiccio, tra il il Monte Bianco e il Mont Blanc du Tacul, sulla frontiera italo-francese. Scalato per la prima volta nel 1878 da Henry Seymour Hoare e William Edward Davidson è una delle vette più ambite dagli scalatori, ma ha registrato anche numerose vittime.

Le prime, 13, risalgono al 1997 ad agosto, seguite il mese dopo da un’alpinista polacca di 25 anni, mentre nel 2000 infine due sciatori rimasero sepolti da una valanga.

I superstiti sono già stati raggiunti dal personale con i mezzi di soccorso e sono stati portati a valle. Qui sono stati ricoverati negli ospedali della zona.

Sono rimaste coinvolte due cordate di alpinisti. Il personale di soccorso è intervenuto anche con elicotteri e cani addestrati. L’incidente è avvenuto nella Via dei Toris Mont Blanc, una delle quattro salite al Monte Bianco. Per raggiungere quest’area bisogna passare per il Mont Blanc du Tacul e il Monte Maudit.


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Lun 16/07/2012 da Giorgio Rini in

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