Verbania, il Tar multa il Comune per le slot-machine spente di mattina

  • Commenta
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

verbania tar sentenza slot machine

Il Tar ha stabilito con una sentenza che il problema delle slot-machine e dei ragazzi che non vanno a scuola per andare a giocare è una questione di ordine pubblico e non di salute pubblica. Per questo motivo non permettere il gioco in alcuni orari causerebbe un danno alle società private che incassano i proventi di queste attività. Tutto è iniziato il 30 maggio del 2005, quando Claudio Zanotti, primo cittadino di Verbania, insieme con la sua giunta decise di ordinare lo spegnimento delle slot-machine in città fino alle tre del pomeriggio.

I ragazzi, insomma, potevano giocare dalle 15 alle 22. Ma la decisione non è piaciuta alla società Euromatic, che gestisce gran parte delle slot-machine presenti nella città, la quale ha deciso di fare ricorso al Tar.

Si trattava d’altronde di una situazione abbastanza insostenibile, considerando che nella città sono presenti quindici sale gioco oltre a numerose macchinette in giro per i vari bar.

Un problema reale, almeno secondo i servizi sociali del Comune, che parlano della questione tramite le parole della responsabile Aurora Martini: “Il problema è enorme. Donne della piccolissima borghesia che col gratta e vinci si sono rovinate arrivando a rubare i soldi al marito e ai figli. Pensionati che si fanno fuori la pensione e i risparmi“.

Ma la sentenza del Tar è chiara, dal momento che riprende il decreto regio del 1931 sul gioco, applicandola al caso attuale. In pratica il problema non viene considerato di sanità pubblica, ma di ordine e sicurezza pubblica.

Per questo motivo la decisione non spetta al sindaco, ma allo Stato. Ecco cosa dice la sentenza: “Mediante la previsione di un orario di ‘disattivazione’ degli apparecchi da gioco il Comune si è arrogato una potestà normativa che non trova sostegno in alcuna disposizione legislativa…“.

Infatti, spiega la sentenza, “i profili relativi all’installazione degli apparecchi e congegni automatici da trattenimento o da gioco presso esercizi aperti al pubblico, sale giochi e circoli privati afferiscono alla materia ‘ordine pubblico e sicurezza’, competenza esclusiva dello Stato“.

Per questa ragione la decisione del Comune, secondo il Tar, avrebbe effettuato una norma senza alcuna base legislativa. Adesso l’amministrazione deve pagare una sanzione salata, corrispondente a più di 1.350.000 euro.

Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook

Ven 23/03/2012 da Giorgio Rini in

Commenta

Ricorda i miei dati

Pubblica commento