Viterbo, schiavizzava moglie e figlie: arrestato padre padrone

Un uomo di 37 anni è stato arrestato in provincia di Viterbo per aver schiavizzato la moglie e le due figlie. Le ragazzine, di 13 e 14 anni, erano costrette ad occuparsi di un gregge di pecore e venivano sottoposte ad azioni di violenza. L’uomo infatti picchiava continuamente la moglie e le due figlie, con calci e con l’utilizzo di attrezzi da lavoro. In diverse occasioni le ragazzine erano state viste con lividi sul volto e sulle braccia e con perdite di sangue dal naso. Nella mattina di mercoledì 1 agosto è scattato l’arresto da parte degli agenti della Squadra Mobile di Viterbo.
L’uomo, italiano e residente in una località della provincia di Viterbo, è stato arrestato al termine di un’indagine che è durata per due mesi. Gli inquirenti avevano iniziato ad indagare successivamente ad una segnalazione effettuata da Telefono Azzurro.
La segnalazione era stata effettuata dopo una telefonata anonima che metteva in allerta per lo stato delle ragazzine. Così è iniziata l’indagine da parte degli agenti di Polizia, che ha portato ad individuare uno stato di prostrazione da parte delle due ragazzine.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa al termine delle indagini nei confronti dell’uomo, è stata richiesta dal Pubblico Ministero Paola Conti ed è stata firmata dal Giudice per le indagini preliminari Salvatore Fanti.
Così gli agenti hanno arrestato l’uomo, colpevole di aver schiavizzato la moglie e le figlie, costringendo queste ultime ad occuparsi delle pecore anche nel periodo invernale, dopo l’uscita da scuola. Una volta l’uomo avrebbe tentato anche di investire con l’auto una delle figlie, perché non aveva svolto un compito come le era stato indicato.
Poi venivano picchiate anche con ganci di ferro, chiavi inglesi e cric del trattore. Una situazione che ha portato, dopo le indagini, all’affidamento da parte dei poliziotti della moglie, delle bambine e di un altro figlio di 4 anni ad una casa famiglia, per evitare ulteriori violenze da parte dell’uomo una volta venuto a conoscenza delle indagini a suo carico.
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Mer 01/08/2012 da Giorgio Rini



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Se dovessimo prendere in esame seriamentte questo tasto, chissà quanti padri-padrone dovremmo contare. Ciò non toglie che ogni volta che se ne ha conoscenza di uno non sia da condannarlo energicamente da parte ns. Quante sofferenze per una moglie, per una madre per non parlare dei figli costretti a subire e solo subire senza fiatare. E’ quasi sicuro che noi altri, almeno di un caso ne siamo a conoscenza per dire come sia frequente questo clima di terrore in seno alle famiglie.
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