Antimafia
Capitano Ultimo, chi è il vero carabiniere interpretato da Raoul Bova? [VIDEO]

Capitano Ultimo torna sugli schermi televisivi interpretato da Raoul Bova, ma chi è il vero Ultimo? È Sergio De Caprio, un colonnello dei Carabinieri, noto per essere l’ufficiale che materialmente mise le manette ai polsi di Totò Riina il 15 gennaio 1993, arrestando il capo di Cosa Nostra in una delle operazioni più famose anche al grande pubblico. La storia di Ultimo è costellata però di altri arresti importanti, concentrata sulla lotta alla mafia e alla criminalità organizzata non solo in Sicilia. Fondatore del CRIMOR, il colonnello fu a capo del reparto che scoprì le inflitrazioni mafiose a Milano, in anni in cui si pensava che la Cupola non potesse arrivare al Nord. Un personaggio scomodo e difficile da inquadrare, sospeso tra il mito televisivo e la realtà delle indagini, che subì anche un processo, finito con l’assoluzione piena, per la mancata perquisizione del covo di Riina e l’accusa di favoreggiamento. Un uomo che è anche un simbolo per la lotta alla mafia, autodefinitosi “Ultimo” perché legati ai più deboli, ai più poveri.
Leggi l'articoloMorto Pierluigi Vigna, ex procuratore nazionale antimafia

È morto Pierluigi Vigna, 79 anni, ex procuratore nazionale antimafia: il decesso è avvenuto in una clinica privata a Sesto Fiorentino, dopo una lunga malattia. Le sue condizioni di salute erano infatti peggiorate nelle ultime settimane: procuratore onorario della Corte di Cassazione, Vigna è stato sempre cosciente. La magistratura italiana perde uno dei suoi protagonisti: nato a Borgo San Lorenzo nel 1933, era entrato in magistratura nel 1959 prima come pretore a Firenze e Milano e in seguito come procuratore della Repubblica dal 1965, diventando nel 1991 procuratore capo con funzioni di procuratore distrettuale antimafia presso la procura del capoluogo toscano, fino alla nomina a procuratore nazionale antimafia dal 1997 al 2005.
Leggi l'articoloBomba a Brindisi, nessun risarcimento per le ustioni: sono solo danni estetici

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La bomba a Brindisi con tutto ciò che ne è seguito continua a far parlare di sé. Recenti polemiche sono scoppiate in seguito alla valutazione da parte della compagnia assicuratrice della scuola dei danni provocati dall’attentato per un opportuno risarcimento dei danni. A lanciare l’allarme a tal proposito è stato l’avvocato Mauro Resta, che si occupa dell’assistenza legale delle due compagne di Melissa, Azzurra Camarda e Sabrina Ribezzi. A quanto pare la compagnia assicuratrice non è disposta ad inserire le ustioni nel novero dei danni da risarcire, perché le ustioni vengono considerate soltanto dei danni estetici.
Leggi l'articoloFabrizio Corona denunciato, ha violato l’obbligo di rientro

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Fabrizio Corona domenica 8 luglio ha violato il provvedimento che prevedeva il suo obbligo di firma e rientro a casa in degli orari stabiliti. Il fatto è successo a Lignano Sabbiadoro, in provincia di Udine. Corona si era recato in questa località per un impegno di lavoro. Il tribunale di Milano gli aveva concesso l’autorizzazione, come eccezione alla regola, di rientrare all’albergo entro l’una di notte, in modo che il noto personaggio televisivo potesse partecipare ad uno show.
Leggi l'articoloSarà beatificato Don Pino Puglisi, il prete ucciso dalla mafia

Don Pino Puglisi, il prete che venne ucciso dalla mafia, diventerà beato. Giovedì mattina Papa Benedetto XVI ha dato la sua autorizzazione al cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei santi, per il decreto riguardante il martirio del “servo di Dio” Giuseppe Puglisi, ucciso “in odio alla fede” il 15 settembre 1993 vicino a casa, poco distante dalla sua parrocchia di San Gaetano, nel quartiere Brancaccio, a Palermo. La decisione è stata accolta con grande soddisfazione anche dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che ha definito don Puglisi, “un faro nella lotta alla mafia“.
Leggi l'articoloStrage di Capaci, revocato il 41 bis al boss Antonino Troia
Il tribunale di sorveglianza di Roma ha revocato il carcere duro al boss Antonino Troia, capomafia di Capaci e già condannato con sentenza definita all‘ergastolo per la strage del 23 maggio 1992 in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta. Il boss mafioso era sottoposto al regime del 41bis dal dicembre 2005, ma i suoi legali avevano chiesto l’annullamento al tribunale di sorveglianza di Bologna che però aveva respinto la richiesta con una decisione poi confermata il 9 agosto del 2006 dalla Corte di Cassazione.
Guarda le foto e leggi l'articoloMafia, pizzo sui caffè: sequestri di bar e società a Palermo

A Palermo la Guardia di Finanza è arrivata al sequestro di due società che operano nel campo del commercio all’ingrosso di caffè, di due bar e di una palestra. Tutte queste attività sono riconducibili ad un pregiudicato, che in passato era ritenuto essere uno degli uomini di fiducia di Totò Riina. L’uomo è stato denunciato per trasferimento fraudolento di valori e per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Tutta la vicenda si basa su alcuni episodi di estorsione che sarebbero da attribuire all’imprenditore fiduciario degli esponenti mafiosi.
Leggi l'articoloAttentato a Brindisi, le nostre colpe non si lavano in un giorno

Chi siano i mandanti dello spregevole attentato che ieri mattina ha colpito la scuola Francesca Morvillo Falcone di Brindisi, provocando la morte della sedicenne Melissa Bassi, non è ancora chiarito. Se inizialmente, infatti, i sospetti erano ricaduti sulla Mafia e sulla Sacra Corona Unita, a causa di una serie di coincidenze, quali l’intestazione della scuola alla moglie dell’uomo simbolo della lotta alla criminalità organizzata e il passaggio proprio a Brindisi e in quello stesso giorno della carovana antimafia, questa tesi è poi stata confutata da molti esperti.
C’è, quindi, chi ha parlato di una improbabile matrice terroristica e perfino chi ha ricollegato l’attentato ad un ipotetico movente passionale o all’azione di un folle. La giustizia ora farà il suo corso e tenterà di scoprire ed arrestare i responsabili di quest’osceno crimine, ma intanto in tutta Italia sono state organizzate manifestazioni e presidi contro la violenze dalle mafie. Ancora una volta, però, c’è voluto un morto per ricordarci che esiste la mafia e che non possiamo fare finta di niente.
Leggi l'articoloMatteo Messina Denaro, i poliziotti pagano di tasca propria le ricerche

La lotta alla mafia contro la crisi. Le ricerche di Matteo Messina Denaro, il latitante numero uno di Cosa Nostra, continuano ormai da anni, rese sempre più difficili in tempi di tagli e mancanza di fondi. Così i carabinieri del Ros, il nucleo operattivo impegnato nelle indagini più delicate dell’antimafia, hanno deciso di tagliarsi l’indennità di missione giornaliera, dimezzandola da 100 a 50 euro al giorno. Sono tempi difficili per le casse dello Stato, mancano i fondi e anche i poliziotti della squadra mobile di Palermo si sono tirati su le maniche: loro anticipano da otto mesi le spese per le missioni in provincia di Trapani, pagando di tasca propria quello che serve pur di continuare la caccia a Messina Denaro.
Leggi l'articolo“Finirai come Scopelliti”: minacce di morte al presidente di Ammazzateci Tutti

Minacce di morte su un biglietto anonimo trovato sul parabrezza dell’auto: “Farai la stessa fine di Antonino Scopelliti“. Sono arrivate così le minacce di morte ad Aldo Pecora, 26enne autore di un libro sul giudice antimafia ucciso dalla ‘ndrangheta il 9 agosto 1991 a Campo Calabro, Reggio Calabria, e presidente dell’associazione “Ammazzateci Tutti”. Nel biglietto vengono poi citati anche i magistrati Giuseppe Creazzo, procuratore di Palmi, e Nicola Gratteri, procuratore aggiunto al tribunale di Reggio Calabria.
Leggi l'articoloPatto tra mafia e Casalesi: mandati d’arresto per sei persone

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Era un vero e proprio patto quello tra la Mafia e i Casalesi, effettuato per poter controllare interamente il trasporto su gomma nelle regioni del Sud. In particolare l’azione dell’associazione si rivolgeva al controllo del commercio di ortofrutta tra tre regioni italiane, Sicilia, Campania e Lazio. Questa mattina sono stati effettuati dei mandati d’arresto per sei persone, tra le quali ci sono anche Gaetano Riina, fratello minore di Totò, e Nicola Schiavone, figlio di Sandokan.
Leggi l'articoloOmicidio Rostagno, è morto il pentito Rosario Spatola

E’ stata resa nota la notizia della morte di Rosario Spatola, pentito di Cosa Nostra coinvolto nel caso dell’omicidio Rostagno. Il collaboratore di giustizia, che stamattina avrebbe dovuto deporre come testimone in video conferenza, è invece deceduto, anche se non è stato detto nulla di maggiormente preciso. A dare la notizia è stato il pubblico ministero della Dda di Palermo Francesco Del Bene. La notizia è stata riferita all’apertura del processo effettuato per chiarire la dinamica e le responsabilità del caso di omicidio avvenuto il 26 settembre del 1988.
Leggi l'articoloTrapani, arrestato il sindaco di Campobello Ciro Caravà per associazione mafiosa

E’ stato arrestato Ciro Caravà, il sindaco della cittadina di Campobello di Mazara, in provincia di Trapani. L’accusa è di associazione mafosa. Caravà aveva vinto le elezioni nello scorso mese di giugno e si era spesso schierato contro la mafia. In realtà le indagini proseguivano da diverso tempo, e negli anni passati qualche sospetto di illegalità era venuto. Ad esempio nel 2006 la polizia aveva denunciato Caravà per estorsione e voto di scambio. Nel 2008 invece dal ministero dell’Interno sono stati mandati degli ispettori al Comune per controllare la presenza di infiltrazioni mafiose.
Leggi l'articoloPalermo: 28 arresti per traffico di droga in un’operazione antimafia

E’ terminata con 28 arresti l’operazione antimafia portata avanti dai carabinieri di Palermo. Nella scorsa notte sono state arrestate parecchie persone in un blitz che è stato effettuato dopo le indagini per traffico di droga. Il mandamento mafioso di Porta Nuova, che è stato colpito dall’operazione, si occupava di acquistare, importare e vendere cocaina e hashish. Nel trattamento di stupefacenti erano coinvolte parecchie persone, che si occupavano delle varie fasi dell’organizzazione.
Leggi l'articolo‘Ndrangheta: 18 arresti a Cosenza, tre politici indagati

Un blitz contro la ‘ndrangheta stamattina ha portato all’arresto di 18 persone nel Cosentino. Gli arrestati sono accusati di associazione mafiosa, tre omicidi risalenti all’inizio degli anni 2000, ed episodi di estorsione e usura commessi nell’ultimo decennio. Nell’inchiesta coordinata dall’antimafia di Catanzaro sono finiti anche tre politici, indagati e perquisiti.
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