Criminalità Organizzata

Peppino Impastato e Aldo Moro: la tragica notte del 9 maggio 1978 [FOTO & VIDEO] Peppino Impastato e Aldo Moro: la tragica notte del 9 maggio 1978 [FOTO & VIDEO]

Peppino Impastato e Aldo Moro sono accomunati dalla notte del 9 maggio del 1978. Due eroi che si sono battuti per una società più giusta e che possa basarsi sul valore della libertà e che poi, proprio nella stessa notte, hanno trovato la morte. Il loro può essere definito un vero e...

Mafia, 5 arresti a Palermo: in manette un candidato a consigliere comunale

arresti palermo mafia misilmeri

Nella notte tra lunedì e martedì sono stati effettuati a Palermo 5 arresti per mafia. In manette il clan mafioso di Misilmeri, che controllava diverse attività, tra le quali quella di amministrazione del comune del capoluogo siciliano, nello specifico relativamente alla gestione dei rifiuti. In manette sono finite cinque persone, tra le quali c’è anche un candidato a consigliere regionale per le prossime amministrative. L’operazione è stata effettuata dai carabinieri del nucleo investigativo di Palermo.

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Arrestato il boss della ‘ndrangheta Rocco Aquino

Rocco Aquino

I Carabinieri del Ros e i Cacciatori di Calabria hanno inferto un colpo grosso ai danni della ‘ndrangheta. E’ stato arrestato il boss Rocco Aquino che era inserito nella lista dei 100 latitanti più ricercati d’Italia. Aquino è stato catturato nel bunker situato nel sottotetto della sua abitazione di Marina di Gioiosa Ionica. L’indagine che ha portato all’arresto di Aquino ha permesso di rivelare molti particolari inediti sull’organizzazione criminale calabrese.

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Occupy Scampia, la polemica sul coprifuoco imposto dalla camorra

occupy scampia polemiche manifestazione

Occupy Scampia è il nome del movimento sorto spontaneamente, a partire dai social network, contro un possibile coprifuoco imposto dalla camorra nella città campana. Tutto è iniziato con un tweet da parte della deputata del PD Pina Picierno, che ha posto l’attenzione su un articolo scritto su Il Mattino, in cui si parla di un vero e proprio coprifuoco che le organizzazioni criminali avrebbero imposto ai negozianti del quartiere di Napoli. “Facciamo capire a ‘ste bestie che quel territorio non e’ il loro? Chi c’è?! Forzaaaa. Occupiamo Scampia!“, scrive la deputata. E subito scoppia la polemica.

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Falsi invalidi, altri 32 arresti a Napoli in un blitz dei carabinieri

Falsi invalidi di camorra

Sono state arrestate trentadue persone in un nuovo blitz condotto dai carabinieri di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sui falsi invalidi. Le forze dell’ordine hanno arrestato dei cittadini napoletani che avrebbero ottenuto delle pensioni di invalidità con accompagnamento. La nuova operazione arriva in seguito alle numerose ed approfondite indagini effettuate con il coordinamento da parte della Procura della Repubblica di Napoli. Già nei mesi scorsi erano stati effettuati degli arresti nell’ambito di questa stessa operazione.

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Arrestato Michele Zagaria, video: la gioia e l’omertà

Michele Zagaria

Michele Zagaria, il boss dei Casalesi, è stato arrestato. Il camorrista era latitante da ben sedici anni. È stato catturato mercoledì mattina nella sua Casapesenna, in provincia di Caserta. “Avete vinto voi, ha vinto lo Stato”: queste le sue prime parole dopo che le manette hanno serrato i suoi polsi. Si era rifugiato in un covo in un fondo agricolo di via Mascagni, una traversa di via Crocelle. Il nascondiglio era a pochi metri dal centro cittadino e dalla sua casa natale. Dopo lo stacco alcuni video della giornata di ieri. Da un lato la gioia della polizia, dall’altro l’omertà e il terrore dei compaesani.

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‘Ndrangheta: 18 arresti a Cosenza, tre politici indagati

'Ndrangheta, arresti a Cosenza

Un blitz contro la ‘ndrangheta stamattina ha portato all’arresto di 18 persone nel Cosentino. Gli arrestati sono accusati di associazione mafiosa, tre omicidi risalenti all’inizio degli anni 2000, ed episodi di estorsione e usura commessi nell’ultimo decennio. Nell’inchiesta coordinata dall’antimafia di Catanzaro sono finiti anche tre politici, indagati e perquisiti.

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‘Ndrangheta, arrestato il magistrato Vincenzo Giglio: “Aiutava le cosche”

Il pm Ilda Boccassini ha disposto l'arresto del magistrato

Ad aiutare la ‘ndrangheta c’era anche il magistrato che in pubblico le aveva dichiarato guerra. Questa la tesi del pm milanese Ilda Boccassini (nella foto) che ha disposto l’arresto per il giudice Vincenzo Giglio, presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria. L’arresto è arrivato durante una maxi-operazione che ha assicurato alla giustizia altri esponenti della “zona grigia” della ‘ndrangheta, gli insospettabili professionisti che fiancheggiavano la criminalità organizzata. Tra loro anche un politico calabrese e un avvocato milanese.

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Mafia, 36 arresti a Palermo: in manette la sorella dei boss Graviano

Mafia, 36 arresti a Palermo

Una maxi-operazione contro la mafia di Palermo ha portato all’arresto di 36 persone. In manette sono finiti gli esponenti di spicco delle famiglie di Brancaccio, San Lorenzo, Resuttana e Boccadifalco-Passo di Rigano. Tra i fermati anche la sorella di Giuseppe e Filippo Graviano, i boss che anche dal carcere continuavano a dettare legge a Brancaccio. Il blitz è stato possibile grazie a tre diverse operazioni.

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Droga, arresti e perquisizioni a Milano

Quarto Oggiaro

I Ros dei carabinieri hanno sgominato a Milano un’organizzazione criminale dedita al traffico di droga. Sono in corso diversi arresti e perquisizioni, gli indagati sono 22. L’inchiesta è partita dalla Procura distrettuale antimafia di Milano. Secondo gli inquirenti a guidare l’organizzazione è la criminalità organizzata.

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Sequestrata la tigre del boss mafioso Lucio Vetrugno

Sequestrata una tigre a boss della mafia

Non era un caso se Lucio Vetrugno, boss della mafia leccese ucciso lo scorso dicembre, era conosciuto “Lucio della tigre“. Lo ha scoperto la Direzione Investigativa Antimafia di Lecce che in una delle sue masserie sequestrate ha trovato una tigre di sedici anni. Facile pensare che il boss la utilizzasse per minacciare i nemici e chi si opponeva al suo clan, il Tornese.

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‘Ndrangheta, 11 arresti a Reggio Calabria: le società del Comune in mano alle cosche

'Ndrangheta, arresti a Reggio Calabria

La ‘ndrangheta controllava alcune società del Comune di Reggio Calabria. A fare da intermediari erano alcuni noti professionisti dello Stretto che all’alba di stamattina sono finiti in manette. Undici gli arresti della Guardia di Finanza, nell’ambito di un’inchiesta dell’antimafia del capoluogo reggino. Coinvolti commercialisti, avvocati, appartenenti ai servizi segreti e alla massoneria, professionisti che, secondo gli inquirenti, rappresentavano l’”area grigia” al servizio dei boss della cosca Tegano – De Stefano.

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Arrestato Enrico Fabozzi: il consigliere regionale ex Pd fece affari con i Casalesi

Arrestato Enrico Fabozzi

Il consigliere regionale della Campania Enrico Fabozzi è stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo l’accusa avrebbe stretto patti con la camorra per ottenere l’appoggio elettorale dei clan. Fabozzi sarebbe stato vicino ai Casalesi, in particolare al gruppo del boss Domenico Bidognetti. Ai camorristi, in cambio dell’appoggio in campagna elettorale, andavano appalti. Politica e camorra facevano affari insieme.

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‘Ndrangheta, il boss latitante Sebastiano Pelle arrestato a Reggio Calabria

Arrestato Sebastiano Pelle

Colpo alla ‘ndrangheta con l’arresto di Sebastiano Pelle. Il boss dell’omonima cosca di San Luca era latitante dal 1995, quando l’antimafia lo aveva accusato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Pelle era infatti la mente del traffico di droga nazionale e internazionale. Il mercato delle sostanze stupefacenti, grazie ai legami con potenti narcotrafficanti di tutto il mondo, era uno dei business più redditizi per la famiglia, che otteneva introiti di decine di milioni l’euro l’anno.

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Cinque ergastoli per la morte del piccolo Di Matteo, sciolto nell’acido dalla mafia

Giuseppe Di Matteo

Cinque ergastoli sono stati chiesti dal pm di Palermo Fernando Asaro per la morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, rapito e sciolto nell’acido dalla mafia. Rischiano l’ergastolo cinque boss mafiosi: il superlatitante Matteo Messina Denaro, Giuseppe Graviano, Salvatore Benigno, Francesco Giuliano e Luigi Giacalone. Sono stati chiesti invece dieci anni per Gaspare Spatuzza, il collaboratore di giustizia che ha rivelato di essere responsabile del sequestro e che ha fatto i nomi degli altri aguzzini.

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Consigliere comunale ucciso nella Locride: si pensa a un agguato di ‘ndrangheta

Consigliere comunale ucciso

È giallo in Calabria per l’omicidio di Vincenzo Sgabellone, consigliere comunale di Samo, provincia di Reggio Calabria. Il 31enne è stato ucciso con alcuni colpi di pistola in un agguato nella zona di campagna dove lavorava come bracciante agricolo. Gli inquirenti hanno aperto un’inchiesta, molto calda l’ipotesi di una esecuzione di ‘ndrangheta. Sgabellone non aveva precedenti per mafia, ma solo per reati minori legati alle armi. Tuttavia più volte era stato visto insieme a soggetti appartenenti a cosche, per cui non si esclude che fosse legato alla criminalità organizzata.

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