Cronaca Palermo

Cronaca da Palermo, tutte le notizie in tempo reale dallo stupendo capoluogo isolano. Fatti di cronaca aggiornati in tempo reale da Palermo.

Mafia, 5 arresti a Palermo: in manette un candidato a consigliere comunale

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Nella notte tra lunedì e martedì sono stati effettuati a Palermo 5 arresti per mafia. In manette il clan mafioso di Misilmeri, che controllava diverse attività, tra le quali quella di amministrazione del comune del capoluogo siciliano, nello specifico relativamente alla gestione dei rifiuti. In manette sono finite cinque persone, tra le quali c’è anche un candidato a consigliere regionale per le prossime amministrative. L’operazione è stata effettuata dai carabinieri del nucleo investigativo di Palermo.

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Terremoto a Palermo: panico e scuole evacuate [FOTO&VIDEO]

Foto: Terremoto a Palermo

Una scossa di terremoto di 4,3 gradi della scala Richter è stata avvertita a Palermo e in una parte della provincia. L’epicentro del terremoto è stato individuato in mare, vicino l’isola di Ustica. La popolazione è stata presa dal panico e molti, in alcune zone della città, sono scesi in strada. Per il momento non si registrano danni, ma si sono adottati dei provvedimenti di precauzione, che sono stati rappresentati dall’evacuazione di alcune scuola. Ad essere stati evacuati sono stati l’Istituto alberghiero di Corso dei Mille, l’Istituto Crispi di piazza Campoli e la scuola elementare Arculeo.

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Rifiuti a Palermo, roghi e spazzatura per le strade. I conti dell’Amia in rosso

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L’Amia fa i conti sul disastro dei rifiuti a Palermo. E’ stato elaborato un apposito documento di 18 pagine. Nel documento si può leggere che l’Amia è preoccupata per la gestione e gli importi liquidati negli anni 2010 e 2011. Il Comune ha contestato la correttezza del bilancio, ma ciò che è certo è che la situazione economica della società è davvero deficitaria. E’ possibile rintracciare uno squilibrio pari a 20 milioni di euro, nonostante il consiglio comunale nel 2009 ha deliberato di disporre un aumento del capitale.

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Placido Rizzotto identificato dopo 64 anni. Ritrovati i resti del sindacalista ucciso dalla mafia

placido rizzotto

Dopo anni la famiglia di Placido Rizzotto, il sindacalista ucciso dalla mafia nel 1948, potrà dargli degna sepoltura. Tra i resti rinvenuti in una fossa comune a Corleone, infatti, è stato ritrovato lo scheletro del sindacalista e finalmente riconosciuto tramite l’esame del Dna. Una storia lunghissima che termina dopo tanti, tantissimi appelli da parte della famiglia Rizzotto che chiedeva di riavere i resti di Placido, ucciso a soli 34 anni più di sessanta anni fa. Le ossa furono trovate già nel 1949 ma mai analizzate almeno finora: dopo mesi di analisi gli esperti hanno confermato che erano quelle di Rizzotto, dopo averle comparate con il Dna del padre, Carmelo, morto anni fa.

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Movimento dei Forconi: allarme benzina, occupate le raffinerie di Priolo e Gela

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Italia di nuovo a secco di benzina. È lo spettro che rischia di tornare sulle strade dello Stivale a causa della nuova protesta indetta dal movimento dei Forconi. Da stamattina è infatti scattata una nuova azione delle proteste con l’occupazione delle raffinerie di Priolo e Gela, come ha spiegato il leader del movimento Mariano Ferro. La decisione è già stata comunicata a tutte le Questure: il primo è stato lo stabilimento di Priolo, poi toccherà a quello di Gela. Ogni cosa che “parte per il Nord sarà bloccata“, spiega Ferro. Si inizia dal petrolio e si passerà anche ai tir che vanno nel Paese fino ad arrivare a quelli che vanno in Sicilia.

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Processo Vitrano: il magistrato trova una lettera intimidatoria in aula

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La giornata del processo Vitrano è iniziata con la presenza di una lettera intimidatoria in aula per il magistrato Maurizio Agnello. Il pubblico ministero si è recato nell’aula di tribunale perché proprio oggi, mercoledì 8 febbraio, iniziava il dibattimento. Sul banco il magistrato ha trovato una lettera indirizzata all’ingegnere Piergiorgio Ingrassia e a se stesso. Si tratta di una lettera intimidatoria sulla quale adesso stanno indagando i carabinieri, che sono arrivati subito dopo il ritrovamento della busta.

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Palermo, un carabiniere spara alla moglie e poi si uccide

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E’ una vera e propria tragedia quella che è successa a Palermo. Poche ore fa un carabiniere ha sparato alla moglie e successivamente si è ucciso, sotto gli occhi delle due figlie, di 6 e 12 anni. La vicenda è avvenuta in un appartamento della caserma dei carabinieri di via Giordano Calcedonio, dove le bambine vivevano con la madre. Rinaldo D’Alba, trentanovenne di Bari, e Rosanna Siciliano, palermitana di 38 anni, avevano iniziato una causa di separazione da non molto tempo. La coppia viveva nella caserma, tra avvicinamenti e riavvicinamenti.

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Mafia, omicidio del piccolo Di Matteo: 5 ergastoli e 12 anni a Spatuzza

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A distanza di quindici anni dalla morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio del pentito di mafia Santino Di Matteo, rapito nel 1993, strangolato e poi sciolto nell’acido l’11 gennaio 1996, arrivano le condanne per i responsabili di quell’atroce delitto. La sentenza emessa nell’aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo parla di cinque ergastoli e 12 anni anche al pentito Spatuzza, considerato che gli è stata riconosciuta l’attenuante generica della collaborazione.

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Omicidio Rostagno, è morto il pentito Rosario Spatola

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E’ stata resa nota la notizia della morte di Rosario Spatola, pentito di Cosa Nostra coinvolto nel caso dell’omicidio Rostagno. Il collaboratore di giustizia, che stamattina avrebbe dovuto deporre come testimone in video conferenza, è invece deceduto, anche se non è stato detto nulla di maggiormente preciso. A dare la notizia è stato il pubblico ministero della Dda di Palermo Francesco Del Bene. La notizia è stata riferita all’apertura del processo effettuato per chiarire la dinamica e le responsabilità del caso di omicidio avvenuto il 26 settembre del 1988.

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Palermo, primi risultati dell’indagine sulla morte di una donna dopo la chemio

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Arrivano i primi risultati dell’indagine effettuata sul caso della donna morta successivamente ad una seduta di chemio al Policlinico di Palermo. Il decesso della donna di 34 anni, che ha lasciato il marito ed un figlio di sette mesi, è avvenuto lo scorso 29 dicembre. I primi risultati dell’indagine interna parlano di un errore effettuato dai medici. Alla donna sarebbero stati somministrati novanta milligrammi di una molecola chemioterapica invece che nove. Uno zero avrebbe fatto la differenza e avrebbe causato la morte della giovane donna.

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Palermo: 28 arresti per traffico di droga in un’operazione antimafia

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E’ terminata con 28 arresti l’operazione antimafia portata avanti dai carabinieri di Palermo. Nella scorsa notte sono state arrestate parecchie persone in un blitz che è stato effettuato dopo le indagini per traffico di droga. Il mandamento mafioso di Porta Nuova, che è stato colpito dall’operazione, si occupava di acquistare, importare e vendere cocaina e hashish. Nel trattamento di stupefacenti erano coinvolte parecchie persone, che si occupavano delle varie fasi dell’organizzazione.

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Palermo, bimbo di 18 mesi picchiato e positivo a cocaina: fermata la madre

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Un bambino di 18 mesi è stato ricoverato nel reparto di rianimazione, in prognosi riservata, all’Ospedale dei Bambini della città di Palermo. A quanto sembrerebbe dalle prime indiscrezioni, il bimobo è stato picchiato ed è risultato, alle analisi, positivo alla cocaina. A portarlo al Pronto soccorso la madre e il suo convivente. Il piccolo aveva lividi sparsi su tutto il corpo e segni di bruciature.

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Mafia, 36 arresti a Palermo: in manette la sorella dei boss Graviano

Mafia, 36 arresti a Palermo

Una maxi-operazione contro la mafia di Palermo ha portato all’arresto di 36 persone. In manette sono finiti gli esponenti di spicco delle famiglie di Brancaccio, San Lorenzo, Resuttana e Boccadifalco-Passo di Rigano. Tra i fermati anche la sorella di Giuseppe e Filippo Graviano, i boss che anche dal carcere continuavano a dettare legge a Brancaccio. Il blitz è stato possibile grazie a tre diverse operazioni.

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Fiat Termini Imerese, gli operai passano la notte in tenda

Fiat Termini Imerese

Gli operai Fiat di Termini Imerese continuano la loro battaglia. Dopo l’ultimo giorno di lavoro in fabbrica hanno passato la notte in tenda. Là, insieme, hanno concordato le misure di protesta. Innanzitutto proibiranno alle automobili costruite di uscire dai cancelli per essere distribuite ai concessionari. “Abbiamo montato due tende, una per ogni accesso alla fabbrica. Stasera staremo lì, chi dentro le tende, chi in macchina con le coperte. Faremo un’ulteriore assemblea con i trenta lavoratori del terzo turno, ai quali spiegheremo le misure di lotta concordate durante la giornata”, ha spiegato ieri un lavoratore.

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Lotta alla Mafia, sequestrati 32 milioni di euro alla cosca Graviano

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La guardia di Finanza di Palermo sequestra alla Mafia beni per 32 milioni di euro, a presunti esponenti della cosca mafiosa di Brancaccio, guidata dai fratelli Giuseppe e Filippo Graviano. Le indagini hanno portato alla luce l’infiltrazione della criminalità organizzata nei settori delle scommesse, della ristorazione, della rivendita di tabacchi e della vendita al dettaglio di carburante.

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