Mafia

Leggi tutte le ultime notizie sulla Mafia, nella nostra sezione gli ultimi fatti di cronana della potente piovra dagli infiniti tentacoli. La realtà della criminalità mafiosa raggiunge ogni ambito e ogni parte del Mondo, indagini, arresti, processi nella nostra aggiornatissima sezione arricchita di foto e video.

Bernardo Provenzano malato in carcere: è polemica sulla scarcerazione [SONDAGGIO]

Bernardo Provenzano

Bernardo Provenzano malato in carcere è stato il protagonista di un video che Servizio Pubblico manderà in onda in esclusiva. Il noto boss di Cosa Nostra appare quasi irriconoscibile. E’ derelitto e ha sulla testa un berretto di lana. La moglie e il figlio vanno a fargli visita, ma Bernardo Provenzano non sembrerebbe nemmeno essere in grado di capire quello che gli dicono. Le immagini sono state registrate, nel dicembre scorso, dalle telecamere di sorveglianza del carcere di Parma, dove il boss si trova rinchiuso. Il figlio minore gli chiede se abbia preso legnate e il padre risponde di sì, dietro ai reni.

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Agenda rossa di Paolo Borsellino: alla ricerca della verità [VIDEO]

agenda rossa di paolo borsellino

Che fine ha fatto l’agenda rossa di Paolo Borsellino? Dopo tanti anni, si tenta ancora di fare luce sui misteri della strage di via D’Amelio, nella quale, il 19 luglio 1992, persero la vita il giudice e cinque uomini della sua scorta. Dell’agenda rossa, sulla quale Borsellino aveva annotato sicuramente delle informazioni che potrebbero rivelarsi importanti, non se n’è saputo più nulla. E’ scomparsa subito dopo la strage, nella confusione che si è creata sul luogo. Dopo 21 anni, nel corso dei quali non si è saputo più nulla del diario del giudice, spuntano delle nuove informazioni, che potrebbero rivelare nuovi particolari sul caso.

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Peppino Impastato e Aldo Moro: la tragica notte del 9 maggio 1978 [FOTO & VIDEO]

peppino impastato aldo moro

Peppino Impastato e Aldo Moro sono accomunati dalla notte del 9 maggio del 1978. Due eroi che si sono battuti per una società più giusta e che possa basarsi sul valore della libertà e che poi, proprio nella stessa notte, hanno trovato la morte. Il loro può essere definito un vero e proprio sacrificio nel nome di ideali che ancora oggi stentano ad affermarsi. A volte il fato può essere veramente beffardo e rendere molto vicine storie che, apparentemente, sembrano molto lontane fra di loro. Chi avrebbe potuto prevedere che entrambi avrebbero fatto una tragica fine proprio nelle stesse ore?

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Marcello Dell’Utri condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa

P3, pm: Marcello Dell'Utri e Denis Verdini vanno processati

L’ex senatore Marcello Dell’Utri è stato condannato a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, al pagamento delle spese processuali, di 3.500 euro alla Provincia e di 7.800 euro al Comune di Palermo. La Corte d’Appello del capoluogo siciliano ha emesso la sentenza, perché, secondo l’accusa, Dell’Utri avrebbe portato avanti per 30 anni rapporti con Cosa Nostra. Nello specifico avrebbe messo a punto un patto con la criminalità organizzata per proteggere Silvio Berlusconi. La vicenda giudiziaria è iniziata nel 1994 e si era fermata nel 1996 con il rinvio a giudizio dell’ex senatore. Poi nel 2004 si è concluso il primo processo e l’imputato è stato condannato a nove anni, più due di libertà vigilata, oltre che all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e al risarcimento nei confronti delle parti civili.

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Elezioni 2013, voto di scambio: la democrazia è in pericolo

elezioni politiche 2013 voto di scambio

Voto di scambio: è questo il meccanismo che regola il connubio fra criminalità organizzata e politica. Parole che sono tornate alla ribalta dopo la denuncia di Antonio Ingroia, leader di Rivoluzione Civile, nei confronti di Silvio Berlusconi che ha spedito a 9 milioni italiani una lettera dove annunciava la restituzione dell’Imu. Per l’ex pm si possono ipotizzare i reati di “voto di scambio e truffa elettorale“. Una vicenda che rischi di infiammare la campagna elettorale anche perché in mattinata Ingroia ha ricevuto una busta anonima contenente un messaggio di minacce di morte destinate. “Ingroia comunista di merda ritirati o ti facciamo fare la fine di Falcone e Borsellino. 1000 kg di Tnt-T4 sono pronti…” si legge nella lettera. Parole fortissime che richiamano alla memoria gli episodi più neri della storia italiana e che devono invitare a una riflessione.

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Trattativa Stato Mafia, chiesto rinvio a giudizio per 11 persone: anche Mancino, Mannino e Dell’Utri

mancino nicola

La trattativa tra Stato e Mafia c’è stata, almeno stando alla Procura di Palermo che ha chiesto il rinvio a giudizio per 11 persone, tra cui 4 capi mafiosi, 3 politici (l’ex ministro Nicola Mancino, l’ex esponente della Dc e ministro Calogero Mannino e il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri) e 3 ufficiali dei Carabinieri, oltre a Massimo Ciancimino. È quanto infatti ha esposto il pm Nino Di Matteo nella sua requisitoria nell’aula bunker dell’Ucciardone al Gup Piergiorgio Morosini. La trattativa dunque ci fu ed ebbe origine dalla politica. La tesi del pm è che furono i vertici delle istituzioni a cercare un’intesa con Cosa Nostra per porre fine alle strage degli primi anni Novanta, quando la mafia dominava il paese a suon di omicidi, bombe e stragi. Una versione quanto mai diversa da quanto detto meno di 24 ore prima da Beppe Pisanu, presidente della commissione antimafia.

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Capitano Ultimo, chi è il vero carabiniere interpretato da Raoul Bova? [VIDEO]

Raoul Bova in Ultimo 4

Capitano Ultimo torna sugli schermi televisivi interpretato da Raoul Bova, ma chi è il vero Ultimo? È Sergio De Caprio, un colonnello dei Carabinieri, noto per essere l’ufficiale che materialmente mise le manette ai polsi di Totò Riina il 15 gennaio 1993, arrestando il capo di Cosa Nostra in una delle operazioni più famose anche al grande pubblico. La storia di Ultimo è costellata però di altri arresti importanti, concentrata sulla lotta alla mafia e alla criminalità organizzata non solo in Sicilia. Fondatore del CRIMOR, il colonnello fu a capo del reparto che scoprì le inflitrazioni mafiose a Milano, in anni in cui si pensava che la Cupola non potesse arrivare al Nord. Un personaggio scomodo e difficile da inquadrare, sospeso tra il mito televisivo e la realtà delle indagini, che subì anche un processo, finito con l’assoluzione piena, per la mancata perquisizione del covo di Riina e l’accusa di favoreggiamento. Un uomo che è anche un simbolo per la lotta alla mafia, autodefinitosi “Ultimo” perché legati ai più deboli, ai più poveri.

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Terremoto Emilia: Stato e mafia si accaniscono sugli sfollati

terremoto emilia

Il terremoto in Emilia Romagna continua a fare sentire la sua eco, e non è evidentemente solo il boato residuo delle scosse di assestamento. Lo Stato ha ritirato le agevolazioni fiscali per le popolazioni emiliane che si sono visti recapitare, durante la settimana di Ferragosto, la richiesta di pagamento dell’Imu per le case distrutte dal forte terremoto del maggio 2012. Come se non bastasse le mani della mafia si stanno pericolosamente allungando sulla ricostruzione post terremoto.

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Bomba a Brindisi, nessun risarcimento per le ustioni: sono solo danni estetici

scuola istituto professsionale morvillo falcone brindisi

La bomba a Brindisi con tutto ciò che ne è seguito continua a far parlare di sé. Recenti polemiche sono scoppiate in seguito alla valutazione da parte della compagnia assicuratrice della scuola dei danni provocati dall’attentato per un opportuno risarcimento dei danni. A lanciare l’allarme a tal proposito è stato l’avvocato Mauro Resta, che si occupa dell’assistenza legale delle due compagne di Melissa, Azzurra Camarda e Sabrina Ribezzi. A quanto pare la compagnia assicuratrice non è disposta ad inserire le ustioni nel novero dei danni da risarcire, perché le ustioni vengono considerate soltanto dei danni estetici.

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Loris D’Ambrosio, Giorgio Napolitano commosso al funerale [FOTO]

I funerali di Loris D'Ambrosio: le foto

E’ commosso Giorgio Napolitano durante il funerale di Loris D’Ambrosio, consigliere giuridico del Quirinale morto due giorni fa per un infarto. Alla cerimonia sono state presenti molte personalità del mondo della politica e della giustizia. Oltre al Presidente della Repubblica, rientrato da Londra, c’erano anche il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, il ministro della Giustizia Paola Severino e il sottosegretario Gianni De Gennaro. Tra gli altri presenti, anche Maria Falcone, sorella del magistrato Giovanni Falcone, ucciso nella strage di Capaci, Piero Grasso, direttore nazionale Antimafia, Luca Palamara, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Michele Vietti, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, con Edmondo Bruti Liberati.

  • Funerale di D'Ambrosio: Napolitano commosso
  • Funerale di D'Ambrosio: il Presidente Napolitano
  • Funerale di D'Ambrosio: Piero Grasso
  • Funerale di D'Ambrosio: Paola Severino
  • Funerale di D'Ambrosio: Anna Maria Cancellieri
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Paolo Borsellino, ancora troppi misteri a vent’anni dalla strage di via D’Amelio [FOTO & VIDEO]

Paolo Borsellino, vent'anni dalla strage di via D'Amelio

Cinquantasette giorni. Quelli che separano la strage di Capaci, dove perse la vita Giovanni Falcone, da quella di via D’Amelio, dove a morire sotto il tritolo della mafia fu Paolo Borsellino. Il 19 luglio 1992 il magistrato stava rientrando da Villagrazia di Carini, dove aveva pranzato con la famiglia. Si ferma però dalla madre, a Palermo, in via D’Amelio. La mafia è già all’opera: Biondino, mandato da Totò Riina a controllare la villa al mare, avvisa i killer sul posto. Una Fiat 126, parcheggiata nei pressi della casa materna, esplode al passaggio del giudice con i suoi agenti di scorta: cento chili di tritolo che uccidono Borsellino, Emanuela Loi, prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Unico sopravvissuto Antonino Vullo, ferito mentre parcheggiava una delle auto di scorta. A vent’anni dalla morte del magistrato la verità è ancora lontana e il nuovo processo, aperto dalla Procura di Caltanissetta, cerca le risposte per quello che rimane, ancora oggi, uno dei misteri italiani più fitti.

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  • Borsellino, il magistrato antimafia
  • Borsellino
  • L'intervista di Borsellino
  • Borsellino e la lotta alla mafia
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Fabrizio Corona denunciato, ha violato l’obbligo di rientro

Fabrizio Corona presenta il suo nuovo talk show televisivo

Fabrizio Corona domenica 8 luglio ha violato il provvedimento che prevedeva il suo obbligo di firma e rientro a casa in degli orari stabiliti. Il fatto è successo a Lignano Sabbiadoro, in provincia di Udine. Corona si era recato in questa località per un impegno di lavoro. Il tribunale di Milano gli aveva concesso l’autorizzazione, come eccezione alla regola, di rientrare all’albergo entro l’una di notte, in modo che il noto personaggio televisivo potesse partecipare ad uno show.

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Le ecomafie sbarcano al Nord: ecco come si arricchiscono

ecomafie

Non solo mafie ma ecomafie e non solo al Sud ma anche al Nord. Il Rapporto Ecomafia di Legambiente dipinge un quadro della nuova realtà criminale nel nostro paese che travalica i confini “tradizionali” delle regioni storicamente più interessate al fenomeno mafioso come le attività più note. Abusi edilizi, ecocriminalità, rifiuti, archeomafia, illeciti nel settore agroalimentare, traffico di animali: tutte attività che hanno portato in vent’anni di ecocriminalità a un fatturato di quasi 300 miliardi di euro, 16,6 miliardi solo nel 2011.

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Sarà beatificato Don Pino Puglisi, il prete ucciso dalla mafia

don pino puglisi

Don Pino Puglisi, il prete che venne ucciso dalla mafia, diventerà beato. Giovedì mattina Papa Benedetto XVI ha dato la sua autorizzazione al cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei santi, per il decreto riguardante il martirio del “servo di Dio” Giuseppe Puglisi, ucciso “in odio alla fede” il 15 settembre 1993 vicino a casa, poco distante dalla sua parrocchia di San Gaetano, nel quartiere Brancaccio, a Palermo. La decisione è stata accolta con grande soddisfazione anche dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che ha definito don Puglisi, “un faro nella lotta alla mafia“.

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Strage di Capaci, revocato il 41 bis al boss Antonino Troia

Giovanni Falcone: anniversario della strage di Capaci

Il tribunale di sorveglianza di Roma ha revocato il carcere duro al boss Antonino Troia, capomafia di Capaci e già condannato con sentenza definita all‘ergastolo per la strage del 23 maggio 1992 in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta. Il boss mafioso era sottoposto al regime del 41bis dal dicembre 2005, ma i suoi legali avevano chiesto l’annullamento al tribunale di sorveglianza di Bologna che però aveva respinto la richiesta con una decisione poi confermata il 9 agosto del 2006 dalla Corte di Cassazione.

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