Omicidio

Quarto Grado ultima puntata, la violenza contro le donne Quarto Grado ultima puntata, la violenza contro le donne

Ieri sera, 17 maggio, a Quarto Grado sono stati presi in considerazione il tema della violenza contro le donne e quello del femminicidio. Specialmente negli ultimi tempi sono aumentati i casi di cronaca nera che hanno avuto come vittime proprio le donne. Si potrebbe parlare a...

Omicidio di Castel Volturno, le due donne si sono suicidate? [FOTO & VIDEO]

Le foto dell'omicidio Belmonte

Sull’omicidio di Castel Volturno si sta anche portando avanti l’ipotesi che le due donne, Maria ed Elisabetta, si siano suicidate. In effetti i risultati delle perizie hanno dimostrato la presenza di una forte dose di ansiolitici in una bacinella. In ogni caso, non sembrano del tutto esenti dalla vicenda Domenico Belmonte e il genero Salvatore Di Maiolo. E’ stata infatti riscontrata l’azione di una persona, che si sarebbe servita di acidi molto potenti, per far scomparire le unghie e i capelli delle donne. Tuttavia si sono conservati i tessuti in cotone.

  • Omicidio Belmonte: foto di gruppo
  • Omicidio Belmonte: un delle lettere ritrovate
  • Omicidio Belmonte: i documenti
  • Omicidio Belmonte: la moglie del medico
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Delitto di Ilaria Leone, arrestato uno spacciatore

ilaria leone

Le indagini sul delitto di Ilaria Leone hanno portato al fermo di un senegalese. Ablaye Ndoye, di 34 anni, è stato arrestato e portato nel carcere di Livorno. Alcuni amici hanno riferito che il ragazzo era conosciuto nella zona e molto probabilmente anche dalla stessa vittima. A quanto pare, sarebbe stato uno spacciatore e, come ha ammesso il procuratore Francesco Deleo, nel corso di una conferenza stampa, la giovane avrebbe consumato delle sostanze stupefacenti. Gli inquirenti sono arrivati al senegalese, perché nel suo zainetto hanno ritrovato il cellulare della ragazza.

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Quarto Grado puntata del 3 maggio, il supertestimone sul caso di Roberta Ragusa

sottile scampini quarto grado

Ieri sera, 3 maggio, a Quarto Grado si è affrontato in modo particolare il caso della scomparsa di Roberta Ragusa. Come ormai di consueto, il programma televisivo condotto da Salvo Sottile e da Sabrina Scampini ci ha proposto le vicende di cronaca nera che negli ultimi tempi hanno destato l’attenzione dell’opinione pubblica. Si è trattato dell’occasione giusta per riuscire ad approfondire i fatti misteriosi che sono giunti alla ribalta della cronaca e sui quali è necessario continuare ad indagare per fare maggiore chiarezza. Un percorso all’insegna dell’esigenza di riuscire a comprendere nei dettagli che cosa si nasconde dietro l’apparenza.

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Valentina Salamone: Nicola Mancuso ha avuto dei complici? [FOTO]

Le foto di Valentina Salamone

E’ stata avanzata l’ipotesi che Nicola Mancuso potrebbe aver agito con l’aiuto di alcuni complici. A Quarto Grado è intervenuta la madre di Valentina Salamone, la quale ha dichiarato espressamente che da solo il presunto assassino non avrebbe potuto organizzare tutto. Il padre della ragazza uccisa ha avanzato delle idee sul coinvolgimento di qualcuno tra gli ultimi che sono rimasti nella villa e poi ha rivolto un appello a Nicola, affinché si decida a dire la verità. Dario Pastore, l’avvocato della famiglia Salamone, ha sottolineato come ci siano state diverse lacune nelle prime indagini e ha ribadito la possibilità dei complici.

  • Valentina Salamone
  • Valentina Salamone con i capelli corti
  • Primo piano di Valentina Salamone
  • Gli occhi di Valentina
  • Foto di Valentina Salamone
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Delitto di Garlasco, il legale di Stasi: “Ecco la prova che scagiona Alberto”

Il delitto di Garlasco

Alberto Stasi è innocente e lo provano molti elementi: non c’è l’arma, manca il movente e ci sono quei 23 minuti in cui tutto è successo. A dirlo è il professore Angelo Giarda, il suo difensore, intervistato dal Corriere della Sera. Con la sentenza della Cassazione, il suo assistito dovrà tornare a difendersi dall’omicidio di Chiara Poggi, la sua ex fidanzata massacrata nella villetta di famiglia a Garlasco il 13 agosto 2007. Dopo due assoluzioni nei primi due gradi di giudizio, Stasi dovrà affrontare un nuovo procedimento, nonostante la difesa abbia prodotto “320 pagine di memoria per ricordare dati scientifici precisi, fatti, prove“.

  • Chiara Poggi
  • Alberto Stasi arrestato
  • La giovane Chiara Poggi
  • Una foto di Chiara Poggi
  • Una foto di Chiara
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Sarah Scazzi: condanna all’ergastolo per Sabrina e Cosima, ma Valentina Misseri accusa il padre

Processo Sarah Scazzi, le foto degli imputati


Valentina Misseri torna a parlare, dopo la sentenza che ha condannato sua sorella, Sabrina, e sua madre, Cosima, all’ergastolo e suo padre, Michele, a otto anni di carcere, nell’ambito del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi. In un’intervista, mostrata a Quarto Grado e a Mattino Cinque, la ragazza ha commentato la sentenza del Tribunale di Taranto, che è stata definita dura e che, secondo la giovane, “copre la debolezza dell’impianto accusatorio”. Valentina, che è tornata a parlare dopo due anni di silenzio, ha accusato il padre: “E’ lui il vero assassino di Sarah”.

  • Gli imputati al processo di Sarah Scazzi
  • Gli imputati al processo di Sarah Scazzi
  • Gli imputati al processo di Sarah Scazzi
  • Gli imputati al processo di Sarah Scazzi
  • Gli imputati al processo di Sarah Scazzi
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Quarto Grado puntata del 21 aprile, speciale sulla sentenza Scazzi

Processo omicidio Sarah Scazzi La sentenza

Ieri sera, 21 aprile, è andata in onda una puntata speciale di Quarto Grado, interamente dedicata alla sentenza relativa all’omicidio di Sarah Scazzi. Salvo Sottile e Sabrina Scampini ci hanno proposto diversi servizi e approfondimenti, cercando di ricostruire tutte le tappe del processo, che hanno portato alla condanna di Michele Misseri ad otto anni e di Sabrina Misseri e Cosima Serrano all’ergastolo. La vicenda è stata particolarmente complessa e fin dall’inizio è stato chiaro come gli investigatori avrebbero dovuto adoperarsi in maniera più precisa, per riuscire a fare chiarezza su ciò che è veramente successo.

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Quarto Grado puntata del 19 aprile, i casi di Sarah Scazzi e Chiara Poggi

quarto grado 19 aprile

Ieri sera, 19 aprile, a Quarto Grado ci si è concentrati in particolare sue due casi che, in questi ultimi tempi, stanno facendo discutere, in quanto presentano delle novità molto interessanti. Si tratta dell’omicidio di Sarah Scazzi, per il quale da un momento all’altro si attende la sentenza e del delitto di Chiara Poggi, in relazione al quale si è avuto l’annullamento della sentenza d’Appello che aveva assolto Alberto Stasi. Salvo Sottile e Sabrina Scampini ci hanno proposto dei servizi specifici sulle due vicende, avendo cura di fornire un’ampia panoramica sulle situazioni che si sono venute a creare e che hanno colpito molto l’opinione pubblica.

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Yara Gambirasio, si indaga sul DNA della madre dell’assassino

Yara Gambirasio

La speranza di trovare la mamma del presunto assassino di Yara Gambirasio non è ancora svanita. Quelle tracce di Dna sugli splip e i leggins della ragazzina hanno portato a un nome, quello di Giuseppe Guerinoni: l’uomo, ormai deceduto, è il padre biologico di quella persona che ha lasciato le sue tracce su Yara. Manca un tassello, la madre: l’autista ha avuto quel figlio fuori dal matrimonio, forse neanche sapeva della sua esistenza. Per questo ora gli inquirenti stanno scandagliando la Val Seriana, alla ricerca di una giovane di allora, oggi un’anziana signora, che potrebbe dare un volto al presunto killer di Yara. Gli indizi e le prove si mescolano quasi al pettegolezzo, cercando una donna che da anni ha nascosto alla famiglia Guerinoni un figlio illegittimo.

  • Yara Gambirasio: foto
  • Yara Gambirasio nel palazzetto dello sport in cui si sono svolti i funerali
  • Fiori sulla tomba di Yara Gambirasio
  • I genitori di Yara Gambirasio
  • Il luogo dove è stato ritrovato il corpo di Yara
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Pietro Maso oggi torna libero e domani esce il suo libro: “Il male ero io” [FOTO]

Pietro Maso esce dal carcere

Pietro Maso oggi ritorna in libertà. Il fatto coincide con l’uscita, domani, 16 aprile, del suo libroIl male ero io“. L’uomo ha scontato 22 anni di carcere per l’omicidio dei genitori, Maria Rosa e Antonio. Questi ultimi sono stati uccisi nella loro villetta di Montecchia di Crosara, in provincia di Verona, il 17 aprile del 1991. Pietro era stato aiutato da tre amici ed era poi stato condannato a 30 anni di reclusione, che sono diminuiti per via dell’indulto e per la liberazione anticipata. Nel 2008 è riuscito ad ottenere la semilibertà e si è sposato con Stefania. Ha svolto delle mansioni negli uffici del Provveditorato regionale delle carceri, dove faceva le pulizie.

  • Pietro Maso libero
  • Pietro Maso torna libero
  • Pietro Maso in libertà
  • Pietro Maso esce dal carcere
  • Pietro Maso fuori dal carcere di Opera
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Lucia Manca, ultime notizie: il marito condannato a 20 anni di carcere [FOTO & VIDEO]

Lucia Manca, le foto

E’ stato condannato, nell’ambito del delitto di Lucia Manca, il marito Renzo Dekleva. L’uomo dovrà scontare 20 anni e 6 mesi di carcere. Il giudizio è arrivato dopo quattro ore di camera di consiglio ed ha accolto pienamente la tesi dell’accusa. 18 anni sono stati attribuiti per l’omicidio, altri 2 per l’occultamento del cadavere e 6 mesi per falso. I difensori di Dekleva hanno preferito non commentare la sentenza, ma hanno già deciso di ricorrere in appello. L’uomo, presente in tribunale, ha ascoltato il tutto in silenzio, senza rivolgere lo sguardo ai parenti della vittima.

  • Lucia Manca ritrovata morta
  • Renzo Dekleva
  • Lucia Manca
  • Lucia Manca, il delitto
  • Lucia Manca, accusato il marito
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Omicidio a Perugia: arrestati l’ex fidanzato di Julia e il padre del ragazzo [FOTO]

Delitto a Perugia

La Polizia ha arrestato due persone coinvolte nell’omicidio di Perugia. Si tratta di Valerio Menenti, l’ex fidanzato di Julia Tosti, e il padre dal ragazzo, Riccardo. L’inchiesta è arrivata ad una svolta e i due risultano gravemente indiziati per l’omicidio. In particolare, Valerio era stato fra i primi ad essere sospettati, anche perché presumibilmente coltivava un certo rancore nei confronti della vittima. Era stato proprio lui ad avere una lite con Alessandro Polizzi. Il suo alibi sembrava comunque di ferro, perché la notte del delitto si trovava in ospedale.

  • Omicidio a Perugia
  • La coppia ritratta in un momento felice
  • Alessandro e Julia
  • La vittima aveva 24 anni
  • Si ingada sull'omicidio
  • Il delitto nel cuore della notte
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Delitto di Udine, le due 15enni: “Era come giocare al videogame GTA”

udine 15enni delitto

Sul delitto di Udine, per il quale hanno confessato due 15enni, arrivano dei particolari. Le ragazzine hanno dichiarato che sembrava di stare nel videogame GTA. Hanno detto espressamente che si sono sentite come l’eroe del gioco. Proprio questo avrebbero ripetuto a Sonny Rizzetto e Walter Wisdom, i due amici di Pordenone che le avrebbero convinte a costituirsi. Il tutto è stato raccolto in una testimonianza dall’emittente Tv7 Triveneta. I giovani hanno riferito che le ragazze erano calme e non lasciavano trasparire nessuna emozione, quando hanno raccontato ciò che avrebbero fatto.

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Lea Garofalo, confessa l’assassino: “Merito l’odio di mia figlia” [FOTO]

Lea Garofalo: le foto

Sull’omicidio di Lea Garofalo, Carlo Cosco ha confessato durante il processo di secondo grado. L’uomo era già stato condannato all’ergastolo in primo grado per il delitto della compagna. Le parole che adesso Cosco ha pronunciato non lasciano dubbi riguardo alla questione. Proprio davanti ai giudici Carlo Cosco ha affermato di assumersi la responsabilità dell’omicidio e di meritare l’odio della figlia, visto che ha ucciso sua madre. Cosco spera che un giorno potrà ottenere il perdono da parte della figlia Denise, che è stata sentita come testimone nel processo.

  • Lea Garofalo
  • Lea Garofalo: indagini
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  • Lea Garofalo: i carabinieri
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Pistorius uccide la fidanzata, ma potrà partecipare alle gare

Oscar Pistorius: il delitto di Reeva

Pistorius uccide la fidanzata, ma potrà lasciare il Sudafrica per partecipare ad eventuali gare sportive, anche se ad alcune condizioni. Le ultime notizie arrivano da Pretoria, dal giudice che si occupa del caso dell’omicidio della fidanzata dell’atleta, Reeva Steenkamp. In particolare, la decisione è arrivata in seguito al ricorso presentato dagli avvocati dell’uomo contro delle restrizioni stabilite per la libertà su cauzione. I legali nello specifico chiedevano il permesso per l’atleta di lasciare lo Stato senza una richiesta scritta e contestavano l’obbligo per l’uomo di astenersi dall’alcool e di recarsi periodicamente in una stazione di Polizia.

  • Oscar Pistorius in aula
  • Oscar in lacrime
  • Pistorius durante l'arresto
  • L'arresto di Pistorius
  • Oscar Pistorius si nasconde
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