Sequestri
Omicidio di Castel Volturno, le due donne si sono suicidate? [FOTO & VIDEO]
Sull’omicidio di Castel Volturno si sta anche portando avanti l’ipotesi che le due donne, Maria ed Elisabetta, si siano suicidate. In effetti i risultati delle perizie hanno dimostrato la presenza di una forte dose di ansiolitici in una bacinella. In ogni caso, non sembrano del tutto esenti dalla vicenda Domenico Belmonte e il genero Salvatore Di Maiolo. E’ stata infatti riscontrata l’azione di una persona, che si sarebbe servita di acidi molto potenti, per far scomparire le unghie e i capelli delle donne. Tuttavia si sono conservati i tessuti in cotone.
Guarda le foto e leggi l'articoloAndrea Calevo: “Il sequestro mi ha cambiato, non sono più lo stesso”

Andrea Calevo non è più lo stesso di prima. Dopo il suo sequestro molte cose sembrano tornate alla normalità, ma sono troppe quelle che sono cambiate: quindici giorni in mano ai suoi rapitori che lo hanno segnato. Il 31enne imprenditore di Lerici, rapito il 16 dicembre e liberato con un blitz delle forze dell’ordine il 31 dicembre, si confessa in un’intervista al Corriere della Sera. L’aver visto in faccia la morte, aver pensato che tutto finisse, la paura e i piccoli accorgimenti in quelle due settimane messi in atto per non impazzire e non ceder. Andrea si sfoga e ritorna con la memoria alla sua prigione: è in grado di ricordarla perfettamente e la disegna con tutti i dettagli. Ci sono molte cose da fare ma con un spirito diverso: “Queste sono cose che segnano, è inutile fare finta e dire che non ci penso mai“.
Leggi l'articoloIlva Taranto notizie, nuova settimana di proteste: “Non risaliamo sulle gru” [FOTO]
Continuano le proteste all’Ilva di Taranto, dopo la decisione relativa alla chiusura dello stabilimento siderurgico e dopo la pesante tromba d’aria che ha investito l’area dell’impianto pochi giorni fa e che ha causato anche la morte del gruista Francesco Zaccaria. Gli operai sono decisi a non risalire sulle gru: “Ce l’hai una macchina fotografica con uno zoom? Vieni al 4° Sporgente, dov’è successo il fatto, e fotografa la ruggine che copre le macchine“. E denunciano di non aver mai ricevuto una formazione nel loro lavoro. I dipendenti dell’Ilva, scossi profondamente da quanto accaduto, continuano a protestare, descrivendo la situazione dal loro punto di vista.
Guarda le foto e leggi l'articoloSequestro Spinelli, tutti i misteri. Berlusconi: “Estraneo a pagamenti” [VIDEO]

Lo hanno detto gli stessi pm, Ilda Boccassini e Paolo Storari: ci sono dei punti ancora non chiari sul sequestro lampo del ragioniere Spinelli. Il sequestro in realtà c’è stato e su questo non ci sono dubbi. Ma mancano ancora dei pezzi del puzzle e questo potrebbe essere dovuto al ritardo nella segnalazione dell’avvenimento da parte dell’entourage berlusconiano. La denuncia del sequestro è avvenuta dopo parecchie ore dal fatto. L’avvocato Ghedini ha avvisato la Procura non alle 9 del mattino del 16 ottobre, quando Spinelli è stato lasciato libero, ma solo alle 16:20 del 17 ottobre, dopo ben 31 ore. In queste ore inoltre è stato lo stesso staff di Berlusconi ad occuparsi del trasferimento di Spinelli in una località segreta, un’operazione che poteva essere effettuata in sicurezza dagli agenti di Polizia.
Leggi l'articoloFrodi alimentari, blitz dei Nas a Brescia: sequestrate 700.000 merendine

Frodi alimentari anche a Brescia, dove gli agenti del Nas hanno effettuato un sequestro all’interno di un capannone abusivo. L’operazione è avvenuta successivamente alle indagini che hanno portato a scoprire un giro di prodotti non conformi alle direttive che erano pronte per essere vendute nel mercato italiano, dopo un rifiuto all’estero. In totale sono 700.000 le merendine avariate che sono state sequestrate dai carabinieri del Nas nel capannone industriale individuato proprio a Brescia.
Leggi l'articoloYemen, rapito il capo della sicurezza dell’ambasciata italiana a Sanaa

E’ stato rapito nello Yemen il capo della sicurezza dell’ambasciata italiana a Sanaa, un carabiniere italiano. Il rapimento è avvenuto da parte di alcuni uomini armati, che hanno prelevato il carabiniere nei pressi dell’ambasciata, all’interno di un negozio nel quale si trovava per fare degli acquisti. Non si sa ancora chi sia stato a rapire il carabiniere, anche se si esclude un legame con una cellula di Al Qaeda. Si pensa piuttosto ad un gruppo di criminali del luogo. L’uomo si chiamerebbe Alessandro, ma non è stato ancora reso noto il cognome.
Leggi l'articoloModesto Di Girolamo, liberato l’ingegnere italiano rapito in Nigeria

Modesto Di Girolamo è stato liberato. A diffondere la notizia è stato l’annuncio del ministro degli Esteri Giulio Terzi, che ha espresso la sua soddisfazione per la risoluzione felice della vicenda. La Farnesina fin da subito si era attivata, intraprendendo un dialogo con le autorità nigeriane e sottolineando come l’elemento più importante consistesse nell’incolumità di Di Girolamo. La moglie dell’ingegnere ha commentato tra le lacrime di commozione la liberazione del marito.
Leggi l'articoloGiallo a Triste: morti sospette nel commissariato degli orrori

Il “Commissariato degli orrori“: così è stata definita la Questura di Villa Opicina di Trieste in relazione al suo vicequestore Carlo Baffi, ora indagato per omicidio colposo e sequestro di persona. Tra nostalgie del Ventennio e una politica “personale” in fatto di immigrazione con tanto di “ufficio di epurazione”, il vicequestore agiva indisturbato, al sicuro dietro la sua posizione, fino alla morte di Alina Diachuk, una giovane donna ucraina di 32 anni, che si è impiccata in cella, dove si trovava senza nessun motivo. Il caso ha sollevato un vero e proprio vaso di Pandora: ora Baffi è stato messo “in congedo” ed è indagato.
Leggi l'articoloAlgeria, liberata Maria Sandra Mariani. La Farnesina conferma

E’ stata liberata in Algeria Maria Sandra Mariani, una cittadina italiana sequestrata nel febbraio dello scorso anno. Maria Sandra sta bene, come ha fatto sapere il padre Lido Mariani, che ha sentito al telefono l’unità di crisi della Farnesina. Non è stato reso noto alcun dettaglio riguardo alla località in cui si trova adesso la donna. Da parte della Farnesina comunque c’è stata la conferma che Maria Sandra è libera. E’ stato lo stesso ministro Giulio Terzi a darne notizia e ad informare i familiari.
Leggi l'articoloBosusco libero: “È stato come una vacanza pagata” [VIDEO]

“Sono libero e sto bene, è stata come una vacanza pagata“. Le prime parole di Paolo Bosusco, l’italiano liberato nella mattina di giovedì dai maoisti, sono per la famiglia, per rassicurare tutti sulle sue condizioni. Bosusco parla ai microfoni del Tg1 e vuole dare il messaggio ai suoi cari: l’incubo è finito. Lo fa anche con ironia: quando il corrispondente della Rai Agostino Mauriello gli ha chiesto il motivo della sua magrezza, ha risposto che è il frutto di “28 giorni di vacanza pagata“. Una “battutaccia“, come poi spiegherà ai microfoni di Sky Tg24: i maoisti, spiega, hanno cercato di dargli il meglio che potevano, c’è stato qualche problema con il cibo e per due volte ha avuto la malaria, ma è una situazione a cui è abituato, dopo anni passati a lavorare nella foresta come guida di trekking.
Leggi l'articoloTorino, ergastolo alla donna che sequestrò e uccise la rivale in amore

Maria Teresa Crivellari, di 55 anni, è stata condannata all’ergastolo dal tribunale di Torino per aver sequestrato, ucciso e occultato il cadavere di Marina Patriti, la casalinga di Bruino, che è scomparsa nel 2010. In sostanza Marina Patriti sarebbe stata la sua rivale in amore. Marina era infatti la moglie dell’uomo con cui Maria Teresa aveva una relazione e che sognava di sposare. Dopo avere ucciso la vittima, l’ha sepolta nel giardino di casa a Sant’Ambrogio, in provincia di Torino.
Leggi l'articoloSorbitolo killer, errore nelle etichette

Continuano le indagini da parte della Procura di Trani sulla morte di Teresa Sunna a Barletta e l’avvelenamento di altre due donne. Gli inquirenti si stanno ora concentrando sull’errore di confezionamento o etichettatura che sarebbe alla base della morte della giovane. La sostanza ingerita dalla donna non era sorbitolo, integratore alimentare innocuo, ma nitrito di sodio, una tossina contenuta in alta percentuale, circa il 70% nella sostanza ingerita dalla donna. Ora bisogna stabilire se l’errore sia di etichettatura su una confezione già finita, o nella produzione stessa della sostanza con lo scambio tra sorbitolo e nitrito di sodio.
Leggi l'articoloColpo al clan Mallardo: sequestrati beni per 71 milioni di euro, due arresti

Nuovo colpo alla camorra e in particolare al clan Mallardo, attivo nella zona di Giugliano in Campania ma anche in altre regioni. La Guardia di Finanza, coordinata dalla Dda di Napoli, ha portato a termine il sequestro di beni mobili e immobili per 71 milioni di euro. Due gli arrestati Alfredo e Domenico Aprovitola, colletti bianchi che lavoravano al soldo del clan. A finire sotto sequestro sono state 87 unità immobiliari e 9 terreni, molti nel comune di Giugliano e 5 società (Tecnocem srl, Serfinbank srl, Rocca Azzurra srl, multi Project srl e hotel Suisse srl) oltre a rapporti finanziari.
Leggi l'articoloReggio Calabria, le cosche gestivano la Statale 106: 5 fermi, sequestrati 20 milioni di euro

Intercettazioni telefoniche che raccontano come la ‘ndrangheta controlli tutto. È quanto emerge dall’operazione “Affari di famiglia“, messa in atto dai Carabinieri di Reggio Calabria che hanno indagato sugli affari dei clan Ficara-Latella e Iamonte. Cinque le richieste di custodia cautelare e beni sequestrati per un valore di 20 milioni di euro, ma quello che emerge è anche il ritratto di una zona dove tutto è nelle mani delle organizzazioni, in particolare nelle opere pubbliche, come nel caso della Statale 106.
Leggi l'articoloDiciannove arresti in un’operazione dei Nas contro le smart drugs

Ha portato a diciannove arresti l’operazione dei Nas contro la diffusione delle smart drugs. L’operazione, chiamata “oro e incenso” ha portato alla scoperta di una catena di smart shop che vendevano queste nuove droghe anche con l’utilizzo di distributori automatici. Gli shop individuati si trovavano nella città di Roma, Frosinone, Campobasso e Torino e avevano il compito di vendere cannabinoidi sintetici anche attraverso dei distributori automatici per i quali non veniva richiesto neppure un documento di identità.
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