Francesco Minardi
Stefano Cucchi, il PM: “Fu picchiato in cella”. Chiesti dai 2 ai 6 anni di carcere [FOTO]
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Da due ai sei anni di carcere per i dodici imputati, tre agenti, sei medici e tre infermieri, per la morte di Stefano Cucci, il geometra romano deceduto nell’ospedale Sandro Pertino il 21 ottobre 2009 una settimana dopo l’arresto per possesso di stupefacenti. È la richiesta dei pm davanti alla III corte d’Assise di Roma nel corso del processo, ormai giunto alla fase finale. A parlate davanti alla Corte il procuratore Vincenzo Barba: Stefano Cucchi fu picchiato in cella al Tribunale e gli agenti non chiamarono il medico dopo averlo preso in consegna. I pm Barba e Francesca Loy hanno chiuso la requisitoria del processo che è ormai giunto alle fasi finali, con la richiesta di condanna per tutti gli imputati, tre agenti della Polizia Penitenziaria e nove tra medici e infermieri, con diverse accuse: per i primi tre il reato contestato è di lesioni aggravate, mentre per gli altri si tratta di abbandono di persona incapace con l’aggravante della mancanza di cure come causa della morte. Sul decesso di Cucchi però pesano soprattutto le perizie contro cui la famiglia si è sempre opposta.
Guarda le foto e leggi l'articoloI 7 latitanti più pericolosi in Italia [FOTO]
Chi sono i 7 latitanti più pericolosi d’Italia? A fornirci informazioni a questo riguardo è un’apposita lista messa a punto nell’ambito del Programma speciale di ricerca che fa capo ad un gruppo specifico integrato di Interforze. L’elenco è stato pubblicato dal Ministero dell’Interno e comprende i criminali considerati molto pericolosi dalla Polizia. Sono stati eliminati dalla lista, perché arrestati di recente, Domenico Condello (‘ndrangheta), Francesco Matrone (camorra), Vito Badalamenti (cosa nostra), Michele Zagaria (camorra), Sebastiano Pelle (‘ndrangheta), Giovanni Arena (cosa nostra), Giuseppe Dell’Aquila (camorra), Giuseppe Pacilli (sacra corona unita), Mario Caterino (camorra), tutti arrestati fra il 2011 e il 2012.
Guarda le foto e leggi l'articoloDelitto di Via Poma, il pg ricorre contro l’assoluzione di Busco

Il mistero del delitto di via Poma ricade nuovamente su Raniero Busco per il quale non sembra esserci pace. Il procuratore generale Alberto Cozzella ha infatti deciso di ricorrere in Cassazione contro la sentenza con cui lo scorso 27 aprile l’ex fidanzato di Simonetta Cesaroni era stato assolto dalla I Corre d’assise d’Appello di Roma. La ragazza fu uccisa con 29 coltellate in via Poma il 7 agosto 1990 e Busco era stato prima condannato a 24 anni per la morte della ragazza e in seguito prosciolto “per non aver commesso il fatto“. La sentenza in secondo grado aveva così portato all’assoluzione dell’uomo, lasciando irrisolto un omicidio che scosse, ieri come oggi, tutta l’Italia.
Elisa Claps: la famiglia fa causa alla Curia di Potenza

Il caso di Elisa Claps è stato per lungo tempo un mistero, che alla fine si è risolto con il ritrovamento del corpo della ragazza nel sottotetto della chiesa della SS. Trinità di Potenza. Il ritrovamento del cadavere avvenne nel marzo del 2010. Elisa Claps era scomparsa improvvisamente nel 1993, all’età di 16 anni. Adesso la famiglia della ragazza ritrovata morta non si rassegna, perché crede che ci siano delle responsabilità ancora da chiarire sull’omicidio di Elisa. Proprio per questo la famiglia di Elisa Claps ha deciso di chiedere un risarcimento di danni alla Curia di Potenza.
Leggi l'articoloStrage di Oslo, sentenza: “Breivik è sano di mente”. Condannato a soli 21 anni

I giudici norvegesi hanno stabilito che Anders Behring Breivik, responsabile della strage di Oslo è sano di mente e colpevole di aver ucciso 77 giovani persone. Il tribunale ha stabilito per lui 21 anni di carcere. L’autore delle stragi di Oslo e Utoya del 22 luglio 2011 si è presentato vestito di nero, e appena entrato ha alzato il pugno come già fatto nelle udienze precedenti. Durante la lettura della sentenza, il killer 33enne ha sorriso quando il giudice lo ha giudicato sano di mente.
Leggi l'articoloIncidenti sul lavoro, tre vittime in due giorni

Continua ad aumentare l’elenco delle vittime negli incidenti sul lavoro. Nel giro degli ultimi due giorni sono tre i morti, per un totale di 62 vittime nel mese di giugno e di 310 da gennaio ad oggi. Una delle vittime è un uomo di 68 anni di Arcola, in provincia della Spezia. L’uomo stava tagliando della legna in un’azienda agricola ed è stato colpito da un tronco d’albero alla testa. Un altro incidente si è verificato in provincia di Lecco, ad Abbadia Lariana, dove un operaio 46enne di Monza è rimasto schiacchiato da un macchinario di una ditta meccanica.
Leggi l'articoloProcesso Ruby bis, per il PM troppe cene con la Minetti

Il pubblico ministero Ferdinando Esposito, di Milano, rischia dei provvedimenti disciplinari nei suoi confronti, dal momento che si sarebbe incontrato con la consigliera regionale lombarda Nicole Minetti diverse volte per delle cene. La Minetti è infatti una delle principali imputate nel processo Ruby bis, lo stesso processo nel quale sono imputati anche Emilio Fede e Lele Mora, per induzione e favoreggiamento della prostituzione.
Leggi l'articoloAppalti G8, sequestrati beni per 16 milioni ad Anemone e Balducci

Le Fiamme Gialle di Roma hanno sequestrato beni per un valore di 16 milioni di euro di proprietà di Diego Anemone e Angelo Balducci, oltre a un conto intestato a Gaetano Blandini, ex capo della direzione generale per il cinema presso il ministero per i Beni e le attività culturali, da 9mila euro. I sequestri sono scattati per l’accusa di corruzione continuata: bloccati dalla GdF quote societarie della società sportiva Romana srl, proprietaria del Salaria Sport Village, 26 immobili di pregio tra case e terreni tra Roma, Siena e Belluno, compresa la villa di Montepulciano di Balducci, undici conti correnti, una cassetta di sicurezza e un’auto di lusso.
Leggi l'articoloDelitto di Arce, isolato il DNA dell’assassino di Serena Mollicone
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Novità per quanto riguarda il delitto di Arce, che ha visto rimanere vittima undici anni fa la giovane Serena Mollicone. Sono stati individuati due profili misti di Dna maschile, ricavati da alcune gocce di sangue e di sudore. Inoltre è stata scoperta un’impronta digitale completa nella parte interna del nastro adesivo che stringeva le caviglie della ragazza. I profili di Dna rintracciati potrebbero essere quelli del killer della vittima.
Leggi l'articoloDelitto di Garlasco, l’accusa in Cassazione: “Illogica l’assoluzione di Stasi”

Illogico e contraddittorio. Così definisce la pubblica accusa la sentenza di assoluzione per Alberto Stasi emessa dalla Corte d’appello lo scorso 6 dicembre, quando il giovane fu assolto in secondo grado per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi del 13 agosto 2007 a Garlasco. La procura generale ha infatti presentato ricorso in Cassazione chiedendo che si celebri un altro processo con una nuova perizia sulle macchie di sangue. Secondo il sostituto procuratore Laura Barbaini i giudici hanno isolato i singoli indizi senza considerarli nel loro insieme. Inoltre, secondo il pm è “priva di consistenza logica” l’ipotesi del ladro occasionale come omicida della ragazza.
Leggi l'articoloIndignati, nuovi arresti per le violenze del corteo a Roma

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Ci sono stati nuovi arresti per il corteo degli Indignati, che si è svolto il 15 ottobre 2011 a Roma. Si tratta di 13 provvedimenti cautelari, che sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Roma. Tra questi provvedimenti anche 7 arresti domiciliari. Molto probabilmente fra le persone arrestate ci sarebbero anche i responsabili dell’incendio appiccato al blindato dei carabinieri. Il tutto è frutto di un’operazione congiunta di Digos e Ros, che si è svolta tra Roma, Ancona, Padova e Cosenza.
Leggi l'articoloStrage di piazza Loggia a Brescia, assolti i quattro imputati

Nell’ambito del caso della strage di piazza Loggia sono stati assolti quattro imputati. Si tratta di Francesco Delfino, Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi e Maurizio Tramonte, ritenuti non colpevoli della strage che 38 anni fa causò otto morti e più di cento feriti a Brescia. La sentenza è arrivata da parte dei giudici della Corte d’Assise d’Appello, che hanno confermato la sentenza del processo di primo grado.
Leggi l'articoloSbarchi a Lampedusa, “Dieci profughi morti in mare”

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Nuovo dramma nelle acque di Lampedusa. Dieci migranti, sei somali e quattro eritrei, sarebbero morti in mare durante la traversata dalla Libia alle coste italiane. A raccontarlo sono stati i 48 profughi soccorsi lunedì a bordo di un gommone che si trovava a circa 60 miglia a sud dell’isola di Lampedusa. Il barcone era stato soccorso dalla nave Orione della Marina Militare e da una motovedetta della Guardia Costiera. Con l’arrivo dei primi caldi infatti sono ripresi gli sbarchi dei migranti. Tra i 48 migranti soccorsi c’erano 12 donne (tre delle quali incinte), ma al momento nessuno è riuscito a specificare “come e quando i loro dieci compagni di viaggio sarebbero finiti in mare“, ha spiegato il comandante della Capitaneria di porto di Lampedusa, il tenente di Vascello Giuseppe Cannarile. I soccorsi non sono stati semplici a causa del mare forza quattro. “Li abbiamo intercettati poco prima che facesse buio e tutti quelli che erano a bordo li abbiamo salvati. Soltanto quando sono giunti in porto, a Lampedusa, alcuni dei migranti hanno raccontato che durante la traversata dieci loro compagni di viaggio erano morti“, ha concluso Cannarile.
Leggi l'articoloDelitto Gucci 17 anni dopo: Patrizia Reggiani ancora in cella

Diciassette anni dopo sul delitto Gucci non è ancora scritta la parola fine. Ci sono ancora dei misteri da chiarire sulla morte di Maurizio Gucci, ultimo patron italiano della maison del lusso, ucciso da un killer il 17 marzo 1995 davanti alla porta del suo ufficio in via Palestro. Tanti ne ha trascorsi Patrizia Reggiani in carcere, l’ex moglie della vittima, la vedova perfetta, che sta scontando i 29 anni di prigione, poi ridotti a 26, dopo il verdetto del tribunale: fu lei a orchestrare il delitto del marito, lei la mandante che firmò la condanna di Gucci, pagando il killer e organizzando il tutto perché fosse perfetto. Ci sono figure oscure dietro questa vicenda, come la “maga Pina“, Giuseppina Auriemma, uscita dopo 19 anni di carcere, ma una certezza c’è: nulla dell’immenso patrimonio è stato toccato, protetto dalle banche svizzere.
Leggi l'articoloTorvajanica, trovato il cadavere di un uomo di circa 30 anni

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A Torvajanica è stato ritrovato il cadavere di un uomo di circa 30 anni, che probabilmente era originario dell’Europa dell’Est. Un passante ha notato il corpo e ha chiamato il 118. Poi sono stati allertati i carabinieri. Non si hanno ancora notizie sull’identità della vittima, ma è stato scoperto che presenta delle ferite al collo. Bisognerà attendere i risultati dell’autopsia per stabilire le cause della morte, anche perché non è stata esclusa l’ipotesi dell’omicidio.
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